Pensione con 38 o 41 anni di contributi dopo la Naspi?

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05/11/2019

Quali alternative di pensionamento per un disoccupato che ha finito di fruire della Naspi spettante?

Pensione con 38 o 41 anni di contributi dopo la Naspi?

Quali sono le possibilità di pensionamento per un lavoratore che ha iniziato molto presto la sua attività lavorativa? Esiste una pensione studiata appositamente per i lavoratori precoci ma non tutti vi possono accedere. Cerchiamo di scoprire quali requisiti occorrono per la quota 41 e quali alternative ci sono.

Pensione lavoratore precoce

Un nostro lettore ci scrive:

Buona sera sono un lavoratore di 55 anni da 2 anni prendo la naspi finisco a novembre di percepirla è maturo 38 anni di contributi ,i contributi della naspi valgono per la pensione? è vorrei sapere se vado in pensione a 41 anni visto che sono un precoce è disoccupato dovrei lavorare ancora 3 anni mi confermate sé è giusto quello che ho scritto vi ringrazio buona sera

I lavoratori che hanno iniziato a lavorare molto presto hanno la possibilità, se sono stati versati almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni di età, di accedere con 41 anni di contributi al pensionamento con la quota 41 se risultano essere anche caregiver, invalidi, disoccupati, usuranti o gravosi.

Nel suo caso potrebbe accedere come lavoratore disoccupato che ha terminato di fruire della Naspi spettante da almeno 3 mesi, ma purtroppo con soltanto 38 anni di contributi l’accesso le è negato. I contributi derivanti dall’indennità di disoccupazione sono validi sia alla misura che al diritto della pensione (tranne in rari casi, come ad esempio opzione donna dal cui calcolo per il diritto sono esclusi).

Purtroppo se lei, dopo la naspi, torna a lavorare perde lo status di disoccupato necessario per accedere alla quota 41 e, prima dell’accesso alla pensione dovrebbe essere di nuovo licenziato, fruire interamente della Naspi spettante per riconquistare il diritto alla pensione per i precoci. Anche se dovesse trovare un contratto a termine alla sua scadenza non risulterebbe licenziato ma soltanto disoccupato e il diritto alla quota 41 le sarebbe negato poichè è concesso, per disoccupazione, solo a seguito di licenziamento.

Questo, però, non le preclude la possibilità di accedere al pensionamento con 42 anni e 10 mesi di contributi. Se trova un nuovo lavoro, quindi, potrà maturare i requisiti necessari per accedere all’anticipata ordinaria. In alternativa (ma è una strada che sconsiglio sempre perchè onerosa) potrebbe farsi autorizzare al versamento dei contributi volontari per il raggiungimento dei 41 anni di contributi richiesti per accedere alla quota 41 senza perdere lo status di disoccupato.


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