Pensione contributivo puro: spetta a 67 o 72 anni?

-
04/03/2020

Come funzionano le pensioni liquidate con il sistema contributivo puro? Si può accedere a 67 anni o è necessario attendere di compierne 72?

Pensione contributivo puro: spetta a 67 o 72 anni?

Come funziona la pensione con il sistema contributivo puro, per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996 o, in alternativa ha tutti i contributi versati nella Gestione separata (o, ancora, può optare per il computo nella Gestione separata)? Quali sono i requisiti minimi richiesti per accedere al pensionamento e quali forme pensionistiche è possibile utilizzare?

Pensione contributivo gestione separata

Un nostro lettore ci scrive:

Buongiorno e complimenti per gli articoli che trovo ben fatti e sintetici.

Avendo 20 anni di contributi inps versati nella gestione separata, ma anche 2  contributi agricoli accreditati nel lontano 1979, potrò al compimento dell’età anagrafica richiesta, ad oggi 67 anni, andare in pensione di vecchiaia ordinaria? In altre parole, i requisiti normativi prevedono che chi ha versato contributi al 31/12/1995 rientra nel regime misto: bastano anche solo 2 contributi? Naturalmente il conteggio pensionistico sarà di fatto contributivo, a me interessa esclusivamente la possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia a 67 anni anziché aspettare i 72 , sempre ad oggi, richiesti ai “contributivi puri”. 
 
Vi ringrazio anticipatamente

Per chi rientra nel contributivo puro, come lei che ha esclusivamente contributi versati in gestione separata, i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia sono di 20 anni di contributi e 67 anni di età, esattamente come per chi rientra nel sistema misto. L’unica differenza è rappresentata dal fatto che è richiesto che l’assegno pensionistico sia pari ad almeno 1,5  volte il minimo INPS, ovvero circa 750 euro (in caso contrario si può accedere al pensionamento, come lei fa notare, al compimento dei 71 anni indipendentemente dall’importo dell’assegno.

Per i contributivi puri, inoltre, vi è la possibilità di accedere alla pensione anticipata contributiva, che sempre con 20 anni di contributi permette il pensionamento al compimento dei 64 anni di età. In questo caso, però, è richiesto che l’assegno pensionistico abbia un importo pari o superiore a 2,8 volte il minimo INPS, ovvero poco più di 1400 euro.


Leggi anche: Reddito di emergenza (REM Inps): giorni decisivi per gli ultimi pagamenti di gennaio 2021, in attesa del Decreto Ristori 5

I 2 contributi agricoli del 1979, possono essere utilizzati effettuando il computo nella gestione separata (i contributi presenti in diverse casse previdenziali, infatti, vanno in qualche modo riuniti) ma anche il quel caso rientrerebbe nel contributivo puro e non nel misto poichè i contributi della gestione separata rientrano nel sistema contributivo. A mio avviso l’utilizzo di quei contributi non le occorre per potersi pensionare a 67 anni (visto che la pensione a 64 anni ha un vincolo economico più importante). nIn ogni caso si faccia fare da un patronato una simulazione dell’ammontare del suo assegno pensionistico per capire a quale delle 2 misure le conviene accedere.