Pensione di reversibilità e assegno sociale sono cumulabili?

Molti nostri lettori ci chiedono: “In quale caso si può perdere l’assegno sociale quando si percepisce anche la pensione di reversibilità” o se c’è la possibilità: “Di poter percepire entrambe”.

Mettiamo in chiaro le differenze tra assegno sociale e pensione di reversibilità.

L’assegno sociale è entrato in vigore nel 1996, prendendo il posto della pensione sociale, questo viene erogato a quei cittadini con difficoltà economiche con un’età al di sopra dei 65 anni e 7 mesi di età. L’assegno ammonta a 453 euro mensile e viene erogato per 13 mensilità. Per poter far richiesta dell’assegno sociale bisogna rispettare i requisiti reddituali che sono un massimo di reddito di 5.889 euro l’anno se si parla di una persona single, e di 11.778 se il soggetto è coniugato.

La pensione di reversibilità, invece, viene erogata ai familiari superstiti fiscalmente a carico del pensionato defunto.

Detto ciò, possiamo definire che la pensione di reversibilità è pienamente cumulabile con l’assegno sociale, sempre rispettando i limiti reddituali.

Ma procediamo per ordine e vediamo in quali casi può essere ridotta la reversibilità ed in quali casi viene ridotto o si perde l’assegno sociale.

La pensione di reversibilità e le soglie di riduzione

La legge Dini Art.1 Co.41 L. 335/1995 dispone la possibilità di cumulare la pensione di reversibilità con gli altri redditi ma rispettando delle soglie.

La pensione di reversibilità non si riduce se il reddito del titolare della pensione non supera 3 volte il trattamento minimo stabilito dall’INPS, cioè l’importo di 19.789,38 euro annui (importo per il 2018).

Invece viene ridotto se il reddito del titolare della pensione di reversibilità supera le seguenti soglie:

  • il reddito supera 4 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (Fpld), cioè l’importo di 26.385,85, la percentuale di cumulabilità della pensione di reversibilità è pari al 75%, cioè la reversibilità è ridotta del 25%;
  • se il reddito del pensionato è supera i 26.385,85 ma non i 32.982,30 euro, quindi 5 volte il minimo Inps, la percentuale di cumulabilità del trattamento di reversibilità è pari al 60%, in pratica, la reversibilità è ridotta del 40%;
  • il reddito del pensionato supera 5 volte il trattamento minimo annuo, cioè è superiore a 32.982,30 euro, la percentuale di cumulabilità della pensione di reversibilità è pari al 50%, quindi la reversibilità è dimezzata.

Quali redditi non riducono la reversibilità?

I redditi che non limitano il cumulo della pensione di invalidità sono stati elencati dalla circolare Inps n° 234/1995, in quanto la Legge Dini non li specifica, anche se ha stabilito le soglie. L’Inps ha chiarito, come si evince dalla stessa circolare, che devono essere considerati tutti: “ i redditi assoggettabili all’IRPEF, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei trattamenti di fine rapporto comunque denominati e relative anticipazioni, del reddito della casa di abitazione e delle competenze arretrate sottoposte a tassazione separata”.

Successivamente sono stati esclusi anche l’assegno sociale, le rendite Inail, gli assegni di accompagnamento, le pensioni privilegiate, pensioni e assegni per invalidi, ciechi e sordomuti.

Quindi possiamo dedurre che l’importo dell’assegno sociale non implica sulla riduzione della pensione di reversibilità.

L’assegno sociale: quando viene ridotto

L’importo dell’assegno sociale nel 2018 è di 453 euro erogato per 13 mensilità, ciò è possibile quando il titolare dell’assegna ha un reddito inferiore o pari a 5.889 euro.

L’assegno sociale aspetta in misura intera o ridotta in base al reddito posseduto e alla condizione familiare.

Spetta in misura intera se il soggetto è single e non ha reddito o se è coniugato con un reddito familiare inferiore al totale annuo dell’assegno.

Spetta in misura ridotta se il soggetto non coniugato ha un reddito inferiore alla soglia stabilità, anche se è coniugato ma il reddito non deve superare gli 11.778 euro l’anno.

Quindi possiamo dire che l’assegno sociale verrà ridotto a una cifra pari alla differenza tra l’importo intero annuale dell’assegno sociale di quell’anno (cioè € 5.824,91 annui) e l’ammontare del reddito annuale.

Per essere più chiari facciamo degli esempi pratici:

– il soggetto titolare della pensione di reversibilità ha un reddito di 3.000 euro l’anno, percepirà la differenza tra 5.824,91 e 3.000 euro, quindi un assegno sociale di 2.824,91 euro annui;

– il soggetto titolare della pensione di reversibilità con un reddito di 8.500 euro l’anno, non percepirà l’ assegno sociale in quanto il reddito supera l’importo massimo per aver diritto all’assegno sociale.

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Quali redditi non riducono l’assegno sociale?

Per aver diritto all’assegno sociale bisogna rispettare alcuni requisiti in base al reddito.

Vengono considerati per il calcolo dell’assegno sociale i seguenti redditi, sia del richiedente che del coniuge, così come elencati dal sito dell’INPS:

  • i redditi assoggettabili all’ IRPEF, al netto dell’imposizione fiscale e contributiva;
  • i redditi esenti da imposta;
  • i redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta (vincite derivanti dalla sorte, da giochi di abilità, da concorsi a premi, corrisposte dallo Stato, da persone giuridiche pubbliche e private);
  • i redditi soggetti a imposta sostitutiva come interessi postali e bancari, interessi dei CCT e di ogni altro titolo di stato, interessi, premi e altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, emessi da banche e società per azioni, ecc.;
  • i redditi di terreni e fabbricati;
  • le pensioni di guerra;
  • le rendite vitalizie erogate dall’INAIL;
  • le pensioni dirette erogate da stati esteri;
  • le pensioni e gli assegni erogati agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordi;
  • gli assegni alimentari corrisposti a norma del codice civile.

Invece non vengono considerati, per il calcolo dell’assegno sociale i seguenti redditi, sempre elencati del sito dell’INPS:

  • i trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni sui trattamenti stessi;
  • il reddito della casa di abitazione;
  • le competenze arretrate soggette a tassazione separata;
  • le indennità di accompagnamento per invalidi civili, ciechi civili e le indennità di comunicazione per i sordi;
  • l’assegno vitalizio erogato agli ex combattenti della guerra 1915-1918;
  • gli arretrati di lavoro dipendente prestato all’estero.

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Pensione di reversibilità e assegno sociale sono cumulabili? ultima modifica: 2018-11-10T08:46:32+00:00 da Maria Di Palo

Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.