Pensione dipendente statale appartenente alla gestione privata: le alternative per l’invalidità

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01/03/2020

Quali possibilità di pensionamento di invalidità per un dipendente statale appartenente alla gestione dipendenti dell’AGO?

Pensione dipendente statale appartenente alla gestione privata: le alternative per l’invalidità

Cosa accede al dipendente pubblico che è iscritto all’AGO e risulta, quindi, appartenere alla Gestione dipendenti privati? Tali lavoratori non sono assoggettati al regime ex Inpdap ma a quello dell’INPS e di conseguenza, in caso di invalidità non potranno fruire delle pensioni dedicate ai dipendenti della PA. Vediamo, però, quali sono le alternative.

Pensione di inabilità negata, cosa fare?

Una nostra lettrice ci scrive:

Ero dipendente di un ente pubblico di ricerca fino a qualche giorno fa, assunta nel 1988. I miei contributi previdenziali sono versati nel fondo AGO – lavoro dipendente.
Un anno fa sono stata inviata a visita per il riconoscimento di “Inabilità permanente e assoluta a qualsiasi attività lavorativa” legge 335/95 c/o la Commissione Medica di Verifica del MEF di Roma. Dopo le visite la CMV ha redatto il verbale che sancisce “NON idoneo permanentemente in modo assoluto al servizio come dipendente di Amministrazione Pubblica ex art. 55 octies Lgs. 165/2001.”
La mia Amministrazione di conseguenza ha proceduto al mio licenziamento. 
Ho presentato quindi la domanda di pensione tramite CAF, ma mi hanno anticipato che non l’accetteranno perché, ai fini previdenziali, pur essendo dipendente pubblico, faccio parte della gestione privata.
Come è possibile? E cosa posso fare
adesso secondo voi.

Appartenendo alla gestione dipendenti privati (è una possibilità prevista tanto è vero che di quello che sto per scriverle si è occupata una circolare INPS di inizio 2020, la Inps Circ. 10/2020.) le è preclusa la possibilità di accedere alla pensione di inabilità come dipendente della pubblica amministrazione ma può, comunque, fruire delle pensioni dedicate ai dipendeti privati.

Se è in possesso di più di 5 anni di contributi può richiedere, fin da subito se la sua invalidità è pari o superiore al 67% l’assegno ordinario di invalidità, da cui solitamente i dipendenti pubblici sono esclusi.

Al compimento dei 56 anni, inoltre, se è in possesso di un’invalidità pari o superiore all’80%, potrà vedere l’assegno ordinario di invalidità trasformarsi in pensione di vecchiaia anticipata, misura dedicata soltanto ai dipendenti del settore privato che richiede 20 anni di contributi e 56 anni di età  per le donne e 61 anni di età per gli uomini.


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Seppur, quindi, esclusa dal pensionamento previsto per i dipendenti della pubblica amministrazione, potrà beneficiare di quelle previste per i lavoratori del settore privato.