Pensione: in caso di morte del lavoratore a chi spetta?

Se il lavoratore che ancora non percepisce pensione dovesse venire a mancare a chi spetterebbe la sua pensione non liquidata?

Sono vedovo…ma lavoratore..due figlie che se dovessi mancare io potrebbero non lavorare ancora…la mia pensione a chi andrebbe …e per quanto? 

 

Alla morte del lavoratore o del pensionato la pensione spettante scatta la cosiddetta pensione ai superstiti che può essere o la pensione di reversibilità o la pensione indiretta.

Se il deceduto è già titolare di pensione liquidata i familiari superstiti hanno diritto alla pensione di reversibilità

e il deceduto, invece, ancora lavora ma ha maturato determinati requisiti, i familiari superstiti hanno diritto alla pensione indiretta.

Pensione indiretta: requisiti e a chi spetta

Nel suo caso, visto che ancora lavora, si parlerebbe, se dovesse venire a mancare, di pensione indiretta che spetta quando il lavoratore deceduto abbia maturato 15 anni di assicurazione e di contribuzione (oppure 780 contributi settimanali) o cinque anni di assicurazione e contribuzione (oppure 260 contributi settimanali), di cui almeno tre anni (oppure 156 contributi settimanali) nel quinquennio precedente la data del decesso. I superstiti avranno quindi diritto alla pensione indiretta.

Hanno diritto alla pensione ai superstiti (sia di reversibilità che indiretta):

  • il coniuge, anche se separato legalmente;
  • il coniuge divorziato a condizione che sia titolare dell’assegno periodico divorzile, che non sia passato a nuove nozze e che la data di inizio del rapporto assicurativo del defunto sia anteriore alla data della sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • il coniuge che passa a nuove nozze perde il diritto alla pensione ai superstiti, ma ha diritto a un assegno una-tantum pari a due annualità (articolo 3, decreto legislativo 18 gennaio 1945, n. 39) della quota di pensione in pagamento, compresa la tredicesima mensilità, nella misura spettante alla data del nuovo matrimonio. 
  • figli ed equiparati che alla data di decesso dell’assicurato o del pensionato non abbiano superato il 18° anno di età o, indipendentemente dall’età, siano riconosciuti inabili
  • figli ed equiparati studenti che non prestino lavoro retribuito e siano a carico del genitore defunto al momento della morte, il limite di 18 anni è elevato a 21 anni in caso di frequenza di scuola media o professionale e a tutta la durata del corso di aurea, ma non oltre al 26° anno di età, in caso di frequenza dell’università.
  • I figli ed equiparati studenti che, alla data della morte del dante causa, prestino lavoro retribuito dal quale derivi un reddito annuo inferiore al trattamento minimo annuo di pensione previsto dall’Assicurazione Generale Obbligatoria maggiorato del 30% e riparametrato al periodo di svolgimento dell’attività lavorativa.
  • In assenza del coniuge e dei figli o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, il diritto al trattamento pensionistico è riconosciuto ai genitori dell’assicurato o pensionato che al momento della morte di quest’ultimo abbiano compiuto il 65° anno di età, non siano titolari di pensione e risultino a carico del lavoratore deceduto.
  • In assenza del coniuge, dei figli o del genitore o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, il diritto al trattamento pensionistico è riconosciuto ai fratelli celibi e sorelle nubili dell’assicurato o pensionato che al momento della morte di quest’ultimo siano inabili al lavoro, non siano titolari di pensione, siano a carico del lavoratore deceduto.

Pensione indiretta: quali percentuali?

spetta in una quota percentuale della pensione già liquidata o che sarebbe spettata all’assicurato. Le aliquote di reversibilità sono stabilite nelle seguenti misure:

  • 60% per il coniuge senza figli;
  • 80% per il coniuge con un figlio;
  • 100% per il coniuge con due o più figli.

In assenza del coniuge spettano le seguenti ripartizioni:

  • un figlio 70%
  • due figli 80% (40% ciascuno)
  • tre o più figli 100% (da dividere)
  • un genitore 15%
  • due genitori 30%
  • un fratello 15%

La quota dei fratelli è aumentata del 15% per ogni fratello ulteriore (2 fratelli 30%, 3 fratelli 45% ecc…fino al 100 per 7 o più fratelli).

In conclusione

Nel suo caso, quindi, alle sue figlie, essendo vedovo, spetterebbe l’80% di quello che sarebbe spettato a lei di pensione fino al compimento dei 21 anni, se studentesse universitarie fino al compimento dei 26 anni. Essendo presenti figli cui spetta la pensione ai superstiti nessun altra quota spetta ad altri. Gli altri familiari subentrano solo in assenza di coniuge e figli.

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Redazione NotizieOra

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