Pensione Invalidità Civile, non è per tutti gli invalidi, ecco cosa bisogna sapere

La pensione di invalidità civile, oppure pensione di inabilità civile, è un trattamento pensionistico concesso ai mutilati e invalidi civili in presenza di una invalidità riconosciuta dell’100% che attesti la piena inabilità lavorativa.

Parliamo di un sostegno assistenziale rilasciato dall’Inps, ai richiedenti in presenza di specifici requisiti che portino all’inabilità lavorativa al 100% cioè totale, e in una condizione di invalidità permanente. Si tratta, di un beneficio diretto ai soggetti dietro richiesta. Di conseguenza, l’Inps ricevuta l’istanza provvede a verificare i requisiti sanitari e amministrativi fissati per legge,e avalla la pensione di inabilità.

Infatti, il beneficiario può riceve l’assegno pensionistico pur non avendo il supporto di alcuna tipologia di rapporto assicurativo e contributivo. Una breve guida diretta ai cittadini, per capire le condizioni e i requisiti necessari per accedere a questa forma di sostegno economico.

Chi può richiedere la pensione di invalidità civile?

Si tratta di una prestazione disciplinata dall’articolo 12 della Legge 118/1971, destinata a tutti i cittadini italiani residenti in Italia, nonché, ai cittadini comunitari ed extracomunitari, residenti sul territorio nazionale, purché in possesso di una regolare carta di soggiorno.

Quali sono i requisiti per accedere alla pensione di invalidità civile?

I soggetti ammessi al beneficio, cioè in possesso dei requisiti sanitari necessari stabiliti per legge, devono avere un’età anagrafica inclusa tra i 18 e i 66 anni e 7 mesi. Il soggetto beneficiario avrà diritto a una prestazione pari a 13 mensilità, in vigore dal primo giorno che cade nel mese successivo alla presentazione della richiesta di invalidità civile.

Per richiedere l’indennità pensionistica, il richiedente deve possedere all’atto dell’istanza i seguenti requisiti, quali:

  • affermato riconoscimento totalmente e permanentemente dell’inabilità;
  • accertata esigenza del bisogno economico;
  • età anagrafica del richiedente compresa tra i 18 e i 66 anni e 7 mesi.

I cittadini stranieri possono presentare la domanda, in presenza dei seguenti requisiti, quali:

  • cittadino straniero comunitario regolarmente iscritto all’anagrafe del comune dove risiede;
  • cittadino straniero extracomunitario con regolare permesso di soggiorno da circa un anno;
  • residenza non solo stabile, ma abituale su territorio italiano.

Quali sono i limiti reddituali per la pensione di invalidità?

Il richiedente per poter accedere al piano pensionistico diretto alla pensione di invalidità civile deve rientrare in specifici limiti reddituali. Attualmente, la pensione corrisposta nell’anno in corso cioè parliamo del 2018, è pari a 282,55 euro adeguata su un limite di reddito annuo pari a 16.664,36. Fanno parte del reddito tutti gli importi calcolati ai fini Irpef, esclusi i servizi destinati alla prestazione di invalidità, eventuali rendite Inail, pensioni di guerra, e l’indennità di accompagnamento, la casa di abitazione ecc.

La pensione è compatibile con l’eventuale attività lavorativa?

Sostanzialmente, il limite di reddito che porta all’accesso alla pensione di inabilità per i soggetti dichiarati mutilati e invalidi civili, si riferisce a tutti gli importi che vengono calcolati ai fini dell’imposta sul reddito persone fisiche cioè dell’Irpef. Ciò vuol dire, che sono esclusi dalla formazione del reddito le somme percepite dai membri nel nucleo familiare, così come regolato dall’articolo 10, comma 5 del decreto legge n. 76/2013.

Invalidità civileCon il raggiungimento dell’età pensionabile cambia l’importo della pensione?

Si, al raggiungimento del requisito dell’età anagrafica che porta nel 2018 a 66 anni e 7 mesi la pensione di inabilità viene adattata all’assegno sociale. Di conseguenza, il beneficiario non sarà più sottoposto al controllo dei requisiti sanitari imposti per legge.

La pensione di invalidità civile è compatibile con altre prestazioni o con un’attività lavorativa?

Si, la pensione di inabilità civile è conciliabile con altre forme previdenziali. Ciò vuol dire che, il beneficiario della prestazione può percepire ad esempio: l’invalidità per causa di guerra, di lavoro oppure di servizio o anche l’indennità di accompagnamento ecc.

In tema di invalidità civile risultano non conciliabili le prestazioni assistenziali che rivestano un carattere di cecità civile e sordomutismo. In questo caso, l’invalido non può percepire un doppio beneficio, cioè non può per la stessa patologia riceve un doppio aiuto economico. In altre parole, le multiple prestazioni vengono avvallate purché il richiedente non percepisca altro contributo per la medesima patologia. Esclusa la pensione, anche nel caso in cui il richiedente, usufruisce d’indennizzi destinati per i ciechi civili e sordomuti regolamentati da principi specifici.

Sul tema dell’attività lavorativa, è bene sapere che la prestazione è conciliabile con un lavoro. Ovviamente, l’impiego non deve produrre un reddito superiore annuo a quello della prestazione. Al fine di una maggiore chiarezza, il Ministero del Lavoro con la Circolare Ministero Lavoro 5/1988, ha chiarito che la “totale inabilità”, non va intesa come impossibilità che porta il soggetto portatore di invalidità a non svolgere un lavoro. Ecco perché, per legge viene consentito lo svolgimento di un’attività lavorativa pur in presenza di una prestazione di inabilità.

Come e quando fare la domanda di pensione di inabilità civile?

Il richiedente deve ottenere il certificato medico che attesti i requisiti sanitari indicati per legge. Il primo certificato viene eseguito dal medico di base, attraverso il “certificato medico introduttivo”. Tale modulo va inoltrato all’Inps utilizzando il servizio:  “Invalidità civile – Procedure per l’accertamento del requisito sanitario (InvCiv2010)”.

Quando il cittadino riceve il l’attestazione del riconoscimento con l’indicazione della minorazione deve esibire il modulo AP70 attraverso il servizio dedicato di Invalidità civile, utilizzando il portale online dell’Inps.

In questo caso, l’accesso avviene attraverso il codice fiscale e PIN o SPID. Viceversa, l’istanza può essere presentata da uno dei tanti enti di patronato abilitati sul territorio nazionale o presso le associazioni di categoria dei disabili.

Il verbale di invalidità civile va inviato attraverso una raccomandata A/R o all’ufficio Inps di competenza.

Fonte: INPS

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Pensione Invalidità Civile, non è per tutti gli invalidi, ecco cosa bisogna sapere ultima modifica: 2018-10-08T06:25:24+00:00 da Antonella Tortora

Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein