Pensione: l’azienda può pagare i contributi mancanti?

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31/01/2020

Pace contributiva per raggiungere il requisito della pensione: l’onere può essere sostenuto dal datore di lavoro?

Pensione: l’azienda può pagare i contributi mancanti?

L’opzione donna per l’accesso richiede 35 anni di contributi e 58 anni di età per le lavoratrici dipendenti e 59 anni di età per le lavoratrici autonome. Entrambi i requisiti, però, devono essere stati raggiunti entro il 31 dicembre 2019 per poter optare per tale misura previdenziale. Cosa accade se l’azienda, per favorire il ricambio generazionale decidesse di pagare i contributi mancanti per il pensionamento?

Pensione e contributi mancanti

Una nostra lettrice ci chiede:

Buongiorno,

quest’anno nel mese di luglio compirò 60 anni e ad oggi ho circa 32 anni e mezzo di contributi (naturalmente effettuerò un calcolo più preciso qualora ricevessi una risposta favorevole da voi). 
La mia azienda sarebbe disposta a pagare i contributi per il raggiungimento dei 35 anni richiesti allo scopo di accedere ad Opzione donna e rassegnare le dimissioni (poiché rientro con l’età). 
È un’operazione possibile?

Rimango in attesa di un vostro cortese riscontro e porgo cordiali saluti

Per poter accedere all’opzione donna, quindi, lei deve raggiungere i 35 anni di contributi al 31 dicembre 2019, e l’unico modo per poterlo fare retroattivamente è con i contributi da riscatto. I contributi da riscatto, infatti, si collocano temporalmente nel periodo riscattato e, quindi, laddove avrebbero dovuto essere versati in origine.


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E’ possibile, nel suo caso, fare questa operazione se nella sua carriera ci sono dei buchi contributivi, grazie alla pace contributiva che consente, appunto, di riscattare fino a 5 anni di contributi andando a coprire buchi contributivi presenti tra l’anno del primo versamento e l’ultimo versamento contributivo.

La domanda può essere presentata, però, soltanto per periodi non coperti da contribuzione e da obbligo di contribuzione.

Per poter accedere alla pace contributiva, però, è necessario rispettare i seguenti requisiti:

  • è necessario non avere contributi versati prima del 31 dicembre 1995 (se si hanno contributi prima di tale data non è possibile il riscatto dei buchi contributivi)
  • è necessario  essere iscritti ad una gestione amministrata dall’INPS.

Il riscatto di tali contributi, quindi, può essere sostenuto anche dal datore di lavoro che può destinare allo scopo i premi produzione del lavoratore stesso deducendo, poi, il costo dal reddito dell’azienda.

Purtroppo, presumendo che lei abbia contributi versati prima del 1995 non può beneficiare della pace contributiva. Se è laureata, però, può riscattare gli anni di studi universitari per raggiungere il requisito contributivo.