Pensione opzione donna dopo il 2020: quali alternative?

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11/11/2019

Quale alternativa all’opzione donna dal 2020? Vediamo convenienza e alternative al regime sperimentale.

Pensione opzione donna dopo il 2020: quali alternative?

Il regime sperimentale opzione donna sarà prorogato dalla prossima legge di Bilancio anche per le lavoratrici che riusciranno a raggiungere i requisiti di accesso di 35 anni di contributi e di 58 anni per le  lavoratrici dipendenti e 59 anni per le autonome entro il 31 dicembre 2019. Sono ricomprese, quindi, nella platea delle beneficiarie della misura le dipendenti nate nel 1961 e le autonome nate nel 1960. E tutte le altre? Quali alternative di pensionamento? 

Opzione donna ed alternative

Una nostra lettrice ci chiede:

Vi seguo sempre con enorme interesse e quindi vi chiedo:
Sono nata nel giugno 1962.Purtroppo la legge bilancio del 31.10.2019 prevede il beneficio opzione donna solo alle nate nel ‘60-‘61.
Io ho 37 anni di contributi, e saranno 38 ad aprile 2020, eta’ 57 anni . Per il mio caso quale speranza posso avere di poter fruire di questa benedetta opzione donna?
Ringrazio anticipatamente per l’attenzione che mi vorrete dare!

Purtroppo al momento non si può ipotizzare se nel 2021 ci sarà un’ulteriore proroga al regime sperimentale che permetta il pensionamento anche alle autonome nate nel 1961 e alle lavoratrici dipendenti del 1962. Non so dirle, quindi, quali speranze di pensionarsi con l’opzione donna possa avere.

Posso dirle, però, che in ogni caso avendo ad aprile 2020 38 anni di contributi con altri 3 anni e 10 mesi di lavoro potrebbe raggiungere il pensionamento con l’anticipata ordinaria che , per le donne, richiede 41 anni e 10 mesi di contribuzione versata. In teoria, quindi, a febbraio 2024 maturerebbe i requisiti di accesso alla pensione anticipata che, tra l’altro, a differenza dell’opzione donna non prevede decurtazioni sull’assegno pensionistico.


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Da tenere presente, infatti, che con l’opzione donna si deve accettare un ricalcolo interamente contributivo sulla pensione che  in alcuni casi diventa molto penalizzante. Scegliere questo tipo di pensionamento non sempre è conveniente soprattutto se a distanza di poco più di 3 anni potrebbe accedere ad una forma previdenziale che non prevede tagli sul futuro assegno pensionistico.

Quello che esprimo sempre, è un mio parere ovviamente, è che l’opzione donna conviene a chi anticipa di 7/8 anni l’età pensionabile (anche tenendo conto l’accesso alla pensione anticipata) poichè percependo l’assegno per 7 anni in più in un certo senso va ad ammortizzare la perdita inflitta dal ricalcolo. Ma per chi deve anticipare di 2 o 3 anni la convenienza, a mio avviso, proprio non c’è.