Pensione Opzione Donna, ecco la proroga ufficiale

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28/10/2018

E’ ufficiale la proroga del regime sperimentale Opzione Donna con l’approvazione della Legge di Bilancio 2019 e delle altre novità sulle pensioni.

Pensione Opzione Donna, ecco la proroga ufficiale

L’Opzione Donna nella Legge di Bilancio 2019

Dato che la Legge di Bilancio 2019 è stata approvata , arriva la proroga ufficiale oltre il 2015 dell’Opzione Donna, il regime pensionistico introdotto in via sperimentale dall’articolo 1, co. 9 della legge 243/04 che ha concesso alle lavoratrici di pubblico e privato, in possesso di alcuni requisiti, di andare in pensione in anticipo a patto di accettare un assegno calcolato interamente su sistema contributivo.

I requisiti necessari per l’Opzione DonnaPensione: l’Opzione Donna e la proroga ufficiale

Dando un’occhiata al Comunicato ufficiale del Consiglio dei Ministri pubblicato a margine dell’approvazione della Legge di Bilancio 2019 si legge:

“Per le donne si proroga “Opzione Donna”, che permette alle lavoratrici con 58 anni, sedipendenti, o 59 anni, se autonome, e 35 anni di contributi, di andare in pensione.”

La proroga oltre il 2015 è stata concessa da parte del Governo dopo le ripetute richieste del Comitato Opzione Donna motivate dal fatto che per molte lavoratrici sarebbe stato impossibile raggiungere i requisiti della quota 100 che prevedono un requisito contributivo minimo di 38 anni.
Bisogna, però, aspettare il testo ufficiale della Legge di Bilancio 2019 per sapere fino a quando verrà prorogata l’Opzione Donna, ovvero se i requisiti richiesti debbano essere conseguiti entro il 31 dicembre 2018 o anche successivamente. La proposta sul tavolo di discussione tra Governo e Comitato Opzione Donna presenta i seguenti termini:


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1. al 31.12.2018 le donne avranno compiuto 58 anni più 7 mesi nel privato e nel pubblico impiego, 59 anni più 7 mesi se autonome;
2. che le donne abbiano maturato entro il 31.12.2018 35 anni di contribuzione: 34 anni, 11 mesi e 16 giorni ovvero 1820 settimane effettive.

Nella proposta, poi, sono previsti ulteriori 12 e 18 mesi rispettivamente per ricevere l’assegno, durante il quale sarebbe consentito continuare a lavorare. Una volta maturato il diritto, questo può essere esercitato in qualunque momento.