Pensione Opzione donna prorogata al 2019 e poi… Monitorateci!

-
02/02/2019

Pensione Opzione donna prorogata al 2019. Siamo certe che la platea delle aderenti ad Opzione Donna è sovrastimate. Non abbandonateci…

Pensione Opzione donna prorogata al 2019 e poi… Monitorateci!

Siamo certe che la platea delle aderenti ad Opzione Donna è sovrastimata. Vi chiediamo pertanto di prorogare sin da subito fino al 31 dicembre 2019. Qualora, a seguito dei monitoraggi già previsti, gli oneri dovessero superare le stime aspetteremo in religioso silenzio che arrivi il nostro turno.

Riteniamo che questa proposta di estremo buon senso possa essere presa in seria considerazione dal governo del cambiamento.
Non abbandonateci, dateci dei punti fermi per poter programmare il nostro futuro.

Gruppo opzione donna le escluse 

Opzione donna 2019, la delusione dopo la pubblicazione del decreto in G.U.

Opzione donna 2019: Monitoraggio delle domande di pensione (articolo 28)

L’articolo 28 del decreto in commento, fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, comma 257, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”, stabilisce che l’Istituto provveda, con cadenza mensile per il 2019 e trimestrale per gli anni seguenti, al monitoraggio delle domande di pensione presentate ai sensi degli articoli 14, 15 e 16 della norma in esame, inviando, al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’Economia e delle finanze, entro il giorno 10 del mese successivo al periodo di monitoraggio, la rendicontazione degli oneri, anche a carattere prospettico, relativi alla domande di pensione accolte.

Il monitoraggio è effettuato tenendo conto del maggior onere derivante dall’anticipo di pensione rispetto alla maturazione del primo tra i requisiti pensionistici previsti dall’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2011, n. 214, anche proiettando, dalla data di entrata in vigore della norma, l’anzianità contributiva posseduta alla data di accesso alla pensione.

Le misure previdenziali, di cui agli articoli 14, 15 e 16 del decreto-legge in parola, trovano copertura nell’apposito Fondo istituito dall’articolo 1, comma 256, della citata legge n. 145/2018, denominato “Fondo per la revisione del sistema pensionistico attraverso l’introduzione di ulteriori forme di pensionamento anticipato e misure per incentivare l’assunzione di lavoratori giovani”, con una dotazione pari a 3.968 milioni di euro per l’anno 2019, 8.336 milioni di euro per l’anno 2020, 8.684 milioni di euro per l’anno 2021, 8.153 milioni di euro per l’anno 2022, 6.999 milioni di euro per l’anno 2023 ed a 7.000 milioni di euro a decorrere dall’anno 2024.


Leggi anche: Pensioni, con i fondi integrativi fino a 10 anni di anticipo: ma il sistema fatica a decollare

Il successivo comma 257 del citato articolo 1 prevede che “l’amministrazione a cui è  demandata la gestione delle misure di cui ai commi 255 e 256 effettua il monitoraggio trimestrale sull’andamento della spesa e, entro il mese successivo alla fine di ciascun trimestre, ne comunica i risultati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze. Qualora siano accertati, rispetto agli oneri previsti, eventuali economie per alcune misure e maggiori oneri per altre, entrambi aventi anche carattere pluriennale, possono essere effettuate variazioni compensative tra gli stanziamenti interessati per allineare il bilancio dello Stato agli effettivi livelli di spesa. Le eventuali economie non utilizzate per le compensazioni possono essere destinate a riconfluire nei fondi di cui ai commi 255 e 256 che hanno finanziato le relative misure, assicurando comunque per ciascun anno il rispetto del limite di spesa complessivamente derivante dai commi 255 e 256. L’accertamento avviene quadrimestralmente tramite la procedura di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare con propri decreti, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, le occorrenti variazioni di bilancio, anche in conto residui”.

Inviato a:

Nunzia Catalfo Luigi Di Maio Claudio Durigon Matteo Salvini Giuseppe Conte Maria Edera Spadoni Alessandro Amitrano Davide Aiello Virginia Villani Tiziana Ciprini Susy Matrisciano Jessica Costanzo