Pensione opzione donna: quando non conviene

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08/01/2020

Pensione opzione donna: non sempre conviene. Vediamo il caso e la convenienza.

Pensione opzione donna: quando non conviene

La legge di Bilancio 2020 ha portato alla proroga dell’opzione donna per le lavoratrici che hanno raggiunto i requisiti di accesso al 31 dicembre 2019. Potranno usufruire della misura, quindi, le lavoratrici con almeno 35 anni di contributi e con 58 anni di età se dipendenti e 59 anni di età se autonome.

Pensione opzione donna: convenienza

Una nostra lettrice ci chiede: Ho 40 anni di contributi e 60 di età  posso andare in pensione con opzione donna.

Avendo raggiunto abbondantemente i requisiti anagrafici e contributivi entro il 31 dicembre 2019, lei può accedere fin da subito alla pensione con l’opzione donna senza neanche attendere la finestra di 12 mesi (che si devono attendere dal raggiungimento dei requisiti). Per la presentazione della domanda di pensione, in ogni caso, dovrà attendere la pubblicazione del decreto attuativo che illustrerà modalità e tempi per la domanda di pensione.

Mi permetto, però di illustrarle le penalizzazioni che la misura comporta per le lavoratrici che scelgono il pensionamento con tale misura. L’assegno pensionistico per chi opta per il regime sperimentale opzione donna, infatti, prevede il ricalcolo interamente contributivo della pensione che in alcuni casi comporta un taglio dell’assegno di circa il 30%. Di solito mi piace dire che la convenienza dell’opzione donna è per le donne che riescono ad anticipare la quiescenza di 7 anni, il quel caso, infatti, l’erogazione per 7 anni della pensione andrebbe a compensare la penalizzazione applicata sull’assegno.

Nel suo caso, avendo 40 anni di contributi almeno 17 anni degli stessi sono stati versati prima del 1996 ricadendo nel calcolo retributivo. Scegliendo l’opzione donna quei 17 anni di contributi verrebbero calcolati con il sistema contributivo. Nel suo caso, tra l’altro, dista dalla pensione anticipata ordinaria soltanto 1 anno e 10 mesi. Le consiglio, quindi, di rivolgersi ad un patronato per chiedere una simulazione dell’assegno pensionistico che riceverebbe accedendo alla pensione con l’opzione donna e di quello che riceverebbe tra 2 anni optando alla pensione anticipata ordinaria. Se la differenza fosse sostanziosa, quindi, potrebbe anche optare per attendere il pensionamento al raggiungimento dei 41 anni e 10 mesi per non subire penalizzazione alcuna sull’assegno pensionistico.


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