Pensione per malattia dopo infarto, quali possibilità?

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11/12/2019

Esiste in Italia una pensione per malattia? Vediamo cosa prevede la normativa di riferimento e quali sono le possibilità di lasciare il lavoro.

Pensione per malattia dopo infarto, quali possibilità?

Ci sono possibilità di accedere al pensionamento per malattia? La normativa italiana sulla previdenza, abbiamo visto, prevede requisiti anagrafici e contributivi per accedere alla quiescenza ma cosa fare se per motivi di salute non si può più continuare l’attività lavorativa? Vediamo cosa è previsto ed in quali casi.

Pensione per malattia

Un nostro lettore ci chiede:

Buonasera sono un lavoratore dipendente attualmente in malattia dal 30agosto avendo avuto un infarto sono nato il 8 -10-1960 e ho 40 anni di contributi.Mi è stato riconosciuto dall’Inps una pensione di invalidità posso lasciare il mio lavoro e andare in pensione? Grazie

Non esiste una vera e propria pensione per malattia in Italia ma se un lavoratore è affetto da una patologia che gli impedisce il normale svolgimento della sua attività lavorativa può vedersi riconoscere (come è avvenuto nel suo caso) una pensione di invalidità.

Al di là della pensione che le è stata riconosciuta, però, non può accedere alla quiescenza poichè non è in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi necessari.

Con soltanto 59 anni di età e 40 anni di contributi, infatti non ci sono misure che le permettono il pensionamento.

Potrebbe, però, sia che continui a lavorare sia che smetta, richiedere l’assegno ordinario di invalidità concesso, solo su domanda, a coloro che hanno la capacità lavorativa ridotta ad un terzo (invalidità, quindi, superiore al 66%). Se le è stata riconosciuta un’invalidità pari o superiore al 67%, quindi, può presentare domanda per assegno ordinario di invalidità, una prestazione che a tutti gli effetti è una pensione visto che l’importo mensile è calcolato sui contributi versati. Requisito da rispettare che siano presenti almeno 5 anni di contributi versati di cui almeno 3 nell’ultimo quinquennio prima della domanda.

L’assegno ordinario di invalidità è concesso per 3 anni, dopodichè deve essere rinnovato, dopo il terzo rinnovo diventa permanente e al compimento dei 67 anni di età si trasforma in pensione di vecchiaia.

Altra alternativa da prendere in considerazione: non so che percentuale di invalidità le è stata riconosciuta ma con un’invalidità dell’80% è possibile accedere alla pensione di vecchiaia anticipata per lavoratori invalidi. La misura consente l’accesso agli uomini con 61 anni e alle donne con 56 anni con almeno 20 anni di contributi. Può trovare maggiori approfondimenti nel seguente articolo:Pensione di vecchiaia anticipata a 56 o 61 anni e trasformazione AOI: chiarimenti