Pensione Quota 100 e anticipo TFS pubblico impiego, lettera alla Ministra Fabiana Dadone

Autore:
16/12/2019

Lettera aperta alla Ministra Fabiana Danone per QUOTA 100 – anticipazione del TFS pubblico impiego.

Pensione Quota 100 e anticipo TFS pubblico impiego, lettera alla Ministra Fabiana Dadone

Egregia Direttrice, le  riporto di seguito la nota indirizzata  al Ministro della Funzione Pubblica – Dott.ssa  Fabiana Dadone, con la speranza di avere una risposta  soddisfacente. 

Egregia  Signora Ministra della  Funzione Pubblica Dott.ssa  Fabiana Dadone

Mi dispiace  disturbarla, se  mai le faranno leggere  questa mia nota. Sono un pensionato di  64 anni quotacentista della Pubblica Amministrazione.  Si, sono stato un pubblico dipendente sino al 31.08 scorso in attesa  dell’anticipazione del TFS. Le racconto che cosa è successo. Nel 2011 il  nostro Paese era “sull’orlo del baratro” e un Salvatore della Patria, oggi senatore  a vita che percepisce puntualmente lo stipendio senza mai partecipare ai lavori parlamentari, decise, tra le  altre macellerie sociali sulle pensioni, che il TFS del pubblico impiego venisse pagato a rate dopo il pensionamento: almeno  2 anni la prima rata, 3 anni la seconda rata e 4 anni la terza rata. Poi il “baratro si allontanò”, ma nessuno pose rimedio a questa  disparità di trattamento tra pubblico e privato i cui dipendenti percepiscono il TFS contestualmente all’erogazione dell’ultima busta paga.  

Mi  preme  evidenziarle  che il TFS per i dipendenti pubblici non  è un regalo di Stato, ma il frutto di  un accantonamento di parte del proprio stipendio  nell’arco di decenni. Più di 4 nel mio caso. Ci  siamo fidati dello Stato, ma tale fiducia, ritengo ora,   sia stata mal riposta.

Poi nel  marzo di  quest’anno arriva  la svolta. Il cosiddetto Governo Giallo-verde con l’approvazione  della legge su Reddito di Cittadinanza e Quota 100 cerca di porre  un parziale aggiustamento al problema del TFS. Le ricordo, ammesso che  ce ne sia bisogno, (legge di conversione 28 marzo 2019, n. 26 art.  23):

“Sulla base di apposite  certificazioni rilasciate  dall’ente responsabile per l’erogazione  del trattamento di fine servizio, i soggetti di cui al comma 1(dipendenti delle amministrazioni pubbliche )  nonché’ i soggetti che accedono, o che hanno avuto accesso prima della data di entrata in vigore del presente decreto, al trattamento di pensione……………………  (legge Fornero) possono presentare richiesta di finanziamento di una somma pari all’importo, nella misura massima di cui al comma 5 (€. 45.000,00) del  presente articolo, dell’indennita’ di fine servizio maturata, alle banche o agli intermediari finanziari che aderiscono a un apposito accordo quadro da stipulare, entro sessanta giorni dalla data di  entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro per la   pubblica amministrazione e l’Associazione bancaria italiana, sentito l’INPS. Ai fini del rimborso del finanziamento e dei relativi interessi, l’ente che corrisponde l’indennità di fine servizio, comunque denominata, trattiene il relativo importo da tale indennità, fino  a concorrenza dello stesso.”


Leggi anche: Come i conti correnti online stanno cambiando le abitudini di spesa dei consumatori

Anche  Lei ed il  suo Presidente  del Consiglio siete  stati artefici di tale  aggiustamento e di ciò io, personalmente,  vi ringrazio. Diventava ghiotta l’occasione  di potere anticipare parte del proprio TFS, pur  pagando interessi. E’ stato questo uno dei motivi della  scelta di quota 100: avere la possibilità di ottenere  un anticipazione per curarsi, o per aiutare i propri figli nel  mondo del lavoro. Si, Ministra, proprio quei figli che la classe politica  degli ultimi decenni ha abbandonato a se stessi, vuoi per incuria o per  incapacità, ed ai quali non ha saputo dare nessuna risposta nel settore lavorativo, tranne  quella di emigrare all’estero. Ma i sessanta giorni previsti dalla legge sono scaduti il 28 maggio  scorso e di quanto evidenziato nulla è avvenuto. Mal contati parliamo di circa 250.000 pensionati in  attesa. Oltre 1 milione di cittadini coinvolti.

Ricordo, ammesso  che ne sia bisogno,  che, i pensionati del Pubblico  Impiego, sono stati i dipendenti  della Sanità, della Scuola, delle Forze  dell’Ordine, della Pubblica Amministrazione  e quant’altro, che nel bene e nel male hanno  portato il nostro Paese ad essere tra le prime  potenze economiche mondiali, e, ritengo, abbiano diritto ad  una risposta convincente, circostanziata e, soprattutto, con  tempi certi circa l’anticipazione del TFS previsto dalla legge. Rimango  in fiduciosa attese di Sue.

Mi  scuso  nuovamente  per averLe rubato  qualche minuto del  suo prezioso tempo, ma  mi consenta di esprimere un’ultima  divagazione: “In politica il consenso del  popolo evapora quando viene meno la coerenza”. Ma  questa è una mia personalissima opinione. Le auguro  un buon inizio di settimana e mi è gradita l’occasione  per porgeLe i migliori auguri di un Santo Natale. 


Potrebbe interessarti: Licenziamento durante malattia, è possibile? Cosa succede se si supera il limite

Vincenzo  Intravaia (docente di  scuola media superiore oggi  in pensione)

Le foto presenti in questo articolo sono concesse in licenza a Giddy Up srl