Pensione Quota 100 finestra di 6 o 3 mesi bisogna lavorare? La normativa

Pensione anticipata Quota 100 e finestre di uscita diverse fra dipendenti pubblici e privati, 6 o 3 mesi, la normativa vigente.

La nuova misura pensionistica Quota 100 crea molti dubbi sulle finestre di uscita e sulla loro applicabilità. La Quota 100 è stata inserita nel Decreto Legge n. 4/2019, prevede la possibilità di andare in pensione anticipata con 62 anni di età anagrafica e 38 anni di contributi. Il decreto prevede una differenza fra dipendenti del settore pubblico e privato, con differenti finestre di uscita. Analizziamo l’uscita anticipata dal lavoro in base alla pensione Quota 100.

Pensione Quota 100: differenze fra lavoratori del settore pubblico e privati

I lavoratori del settore privato iscritti all’Inps, potranno percepire l’assegno pensionistico il primo giorno del terzo mese successivo a quello della maturazione dei requisiti. Nel caso in cui i requisiti sono stati maturati il 31 dicembre 2018, la prima data utile è il 1° aprile 2019, tale regola vale sia per i lavoratori dipendenti che autonomi.

I lavoratori del settore pubblico potranno percepire l’assegno pensionistico decorsi sei mesi dalla maturazione dei requisti pensionistici. Per i lavoratori che hanno maturato i requisiti entro la data in vigore del decreto legge, fine gennaio 2019, la prima data utile è il 1° agosto 2019.

Quota 100 e finestra di 6 mesi: è lavorabile?

Buongiorno signora Tortora, mi permetto di sottoporle una domanda di chiarimento su Quota 100 (che forse potrebbe essere utile anche per altri lettori).
Io sono un dipendente pubblico e sono ormai prossimo alla scelta riguardo la modalità per il pensionamento.
Nel dicembre 2019 io compio 62 anni di età e 42 anni e 5 mesi di contributi (maturazione dei requisiti necessari per usufruire della pensione a quota 100), con la decorrenza del pagamento della pensione a partire dal mese di luglio 2020.

Ora, nei sei mesi di passaggio da dicembre 2019 a luglio 2020 io devo continuare a lavorare presso il mio Ente (Comune di ….), oppure posso non lavorare (ovviamente senza stipendio), in attesa del pagamento della prima pensione a luglio 2020?

La ringrazio anticipatamente per la sua cortese risposta

Pensione Quota 100 e finestra di 6 o 3 mesi. La normativa

Di norma il dipendente pubblico dovrebbe poter rimanere in servizio fino alla fine della decorrenza dell’assegno pensionistico. Quindi, la finestra di attesa di tre o sei mesi, a seconda se dipendente pubblico o privato, sarà lavorabile.

Per i dipendenti pubblici il Decreto legge n. 4/2019 ha imposto un ulteriore vincolo, dovranno presentare le dimissioni per pensionamento con un anticipo di sei mesi.

Il periodo di preavviso è regolato dal Codice Civile, che prevede il lasso di tempo intercorrente tra la comunicazione del recesso per pensionamento e il momento in cui si manifestano gli effetti concreti del licenziamento o dimissioni.

La normativa prevede che nel periodo di preavviso l’attività lavorativa deve essere svolta in via continuativa e regolarmente.

In risposta al nostro lettore, i sei mesi se non rientrano nel preavviso, possono anche essere non lavorati e quindi senza stipendio. Si consiglia, di controllare le disposizioni contrattuali del CCNL di categoria.

È possibile scaricare qui: fac simile lettera di dimissioni per pensionamento

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Angelina Tortora

Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”