Pensione quota 100 misura temporanea: si punta su quota 41 per tutti

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05/12/2019

Quota 100 è solo una misura che fa da tramite per arrivare alla pensione con 41 anni di contributi per tutti. Cosa ne pensa l’OCSE?

Pensione quota 100 misura temporanea: si punta su quota 41 per tutti

Fin dalla sua introduzione la quota 100 è stata una misura temporanea avendo un termine stabilito a 3 anni, entro i 31 dicembre 2021. Anche se, attualmente, c’è sia chi la difende sia chi la abolirebbe all’istante, è da ricordare che la quota 100 doveva servire ad arrivare al 2022, anno in cui il governo precedente aveva pensato di introdurre la quota 41 per tutti.

Da quota 100 a quota 41

Pasquale Tridico, presidente dell’INPS, sostiene che la quota 100 non sia stata un fallimento ma piuttosto una misura per rilanciare l’idea della pensione con 41 anni di contribuzione versata. Il presidente dell’istituto previdenziale ci tiene, però a precisare: “Quota 41 è certamente un’opzione, ma non mi piacciono le quote strettamente rigide. La quota stabilita infatti dovrebbe essere affiancata a coefficienti di gravosità, in modo da prevedere delle uscite flessibili per tutti”.

Matteo Renzi, leader di Italia Viva, sostiene che quota 100 sia una fregatura istituzionale e che dopo che la Legge Fornero ha messo in discussione la sicurezza del pensionamento creando  gli esodate, si propone la pensione a qualsiasi costo con la quota 100, una strategia ottima secondo l’ex premier, che, però, non risolve i problemi previdenziali del Paese.

Il rapporto Ocse sul pensionamento anticipato, tra l’altro, afferma che l’Italia è uno dei Paesi che spende maggiormente nelle pensioni (16% del PIL) pur avendo una delle età pensionabili più elevate con 67 anni (di media 3 anni in più rispetto afli altri Paesi, e di 16 anni più alta rispetto alla pensione in Turchia). L’Ocse, quindi non solo bacchetta il nostro Paese per le scelte previdenziali ma anche il fatto che il reddito medio degli over 65 è molto simile a quello del resto del Paese (nel resto dell’area Ocse è inferiore del 13%).


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Per l’Ocse “l’attuale sfida per l’Italia è mantenere adeguati benefici per la vecchiaia, limitando al contempo la pressione fiscale a breve, medio e lungo termine. L’aumento dell’età pensionabile effettiva dovrebbe essere la priorità, evidenziando la necessità di limitare il pensionamento anticipato agevolato e di applicare debitamente i collegamenti con l’aspettativa di vita”.