Pensione quota 100 o anticipata con stop alla legge Fornero, le due strade

Pensione Quota 100 e pensione anticipata con i requisiti del 2019, le differenze e le penalizzazioni, le ultime novità.

Pensione Quota 100 e pensione anticipata con stop della legge Fornero, le due strade e tante indecisioni, esaminiamo le due misure in base al Dl. 4/2019 e rispondendo ai quesiti dei nostri lettori.

1) Buon giorno. A questo momento ho 42 anni e 1 mese di contributi tutti versati senza interruzione come lavoratore dipendente, incluso un anno di figurativo (servizio militare). Con la legge Fornero avrei dovuto andare in pensione con 43 anni e 3 mesi di contributi, cioè il 1° aprile 2010, come confermatomi dall’INPS. Ora con la nuova Legge di Bilancio è stata introdotta la Quota 100 (62 anni di età e 38 di contributi), quindi in teoria ci rientrerei tranquillamente. La Legge Fornero però non è stata
abolita ma, mi pare perché non si capisce bene se è vero, si siano solo limitati a bloccare l’aumento delle aspettative di vita per il 2019 a 42 anni e 10 mesi di contributi. Quindi, secondo i miei calcoli, se optassi per questa andrei in pensione il 1° novembre 2019 . Ora la mia domanda è questa! Qual è più conveniente in questo caso… optare per la Quota 100 oppure la Fornero a 42 anni e 10 mesi di contributi? Che differenza c’è?…in soldoni? In tutt’e due i casi quando smetterei il lavoro e quando arriverebbe la prima pensione? Quando potrei fare la richiesta di pensionamento? In attesa di risposta vi ringrazio anticipatamente cordiali saluti

2) Buon giorno, ho letto con interesse il vostro articolo inerente la “Quota 100” e mi chiedevo, visto che ho compiuto i 62 anni il 29/12/2018 e che avrò 43 anni di contributi versati al 31 Agosto 2019, secondo voi , cosa mi converrebbe fare? Resto in attesa per i consigli che spero mi darete, vi invio i miei più cordiali saluti.

Per rispondere a tutte le domanda dobbiamo prima evidenziare i requisiti richiesti per entrambe le misure secondo il Dl 4/2019 e poi poter verificare la convenienza.

Pensione Quota 100: requisiti e paletti

Art. 14 – In via sperimentale per il triennio 2019-2021, gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive e sostitutive della medesima, gestite dall’INPS, nonché alla gestione separata, possono conseguire il diritto alla pensione anticipata al raggiungimento di un’età anagrafica di almeno 62 anni e di un’anzianità contributiva minima di 38 anni, di seguito definita “pensione quota 100”. Il diritto conseguito entro il 31 dicembre 2021 può essere esercitato anche successivamente alla predetta data, ferme restando le disposizioni del presente articolo. Il requisito di età anagrafica di cui al presente comma, non è adeguato agli incrementi alla speranza di vita.

Pensione quota 100 contributi figurativi dipendenti pubblici e privati

Cumulo contributivo gratuito

Ai fini del conseguimento del diritto alla pensione quota 100, gli iscritti a due o più gestioni previdenziali di cui al comma 1, che non siano già titolari di trattamento pensionistico a carico di una delle predette gestioni, hanno facoltà di cumulare i periodi assicurativi non coincidenti nelle stesse gestioni amministrate dall’INPS

Divieto di cumulo

La pensione quota 100 non è cumulabile, a far data dal primo giorno di decorrenza della pensione e fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia con i redditi da lavoro dipendenti o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui.

Decorrenza pensione

Gli iscritti alle gestioni pensionistiche di cui al comma 1 che maturano entro il 31 dicembre 2018 i requisiti previsti al medesimo comma, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico dal 1° aprile 2019.

Gli iscritti alle gestioni pensionistiche di cui al comma 1 che maturano dal 1° gennaio 2019 i requisiti previsti al medesimo comma, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi.

Tenuto conto della specificità del rapporto di impiego nella pubblica amministrazione e dell’esigenza di garantire la continuità ed il buon andamento dell’azione amministrativa, si applicano ai lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni, nel rispetto della seguente disciplina:

a) i dipendenti pubblici che maturano entro la data di entrata in vigore del presente decreto i requisiti previsti dal comma 1, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico dal 1° agosto 2019;
b) i dipendenti pubblici che maturano dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto i requisiti previsti dal comma 1, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi sei mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi;
c) la domanda di collocamento a riposo deve essere presentata all’amministrazione di appartenenza con un preavviso di sei mesi;
d) limitatamente al diritto alla pensione quota 100, non trova applicazione l’articolo 2, comma 5, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125.

Quota 100 e personale della scuola

Ai fini del conseguimento della “pensione quota 100” per il personale del comparto scuola ed AFAM si applicano le disposizioni di cui all’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. In sede di prima applicazione, entro il 28 febbraio 2019, il relativo personale a tempo indeterminato può presentare domanda di cessazione dal servizio con effetti dall’inizio rispettivamente dell’anno scolastico o accademico.

Pensione anticipata 2019

A decorrere dal 1° gennaio 2019 e con riferimento ai soggetti la cui pensione è liquidata a carico dell’AGO e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché della gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, l’accesso alla pensione anticipata è consentito se risulta maturata un’anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Il trattamento pensionistico decorre trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei predetti requisiti.

Differenze e penalizzazioni tra le due misure

Entrambe le misure si equivalgono, sono calcolate con il sistema misto e quindi non hanno penalizzazioni. La differenza è sul requisito contributivo richiesto che ha un peso negativo sull’assegno pensionistico. Infatti, con la quota 100 si va in pensione con 38 anni di contributi e l’assegno sarà calcolato su questo montante contributivo, mentre per la pensione anticipata è richiesto un requisito di 42 e 10 per gli uomini e 41 e 10 per le donne, l’assegno in questo caso sarà sicuramente più alto rispetto la quota 100. Ci sono anche altri fattori, scaturiti dalla vita lavorativa del lavoratore e il valore contributivo versato. Un’altra differenza riguarda la finestra di attesa, se il lavoratore proviene dal settore privato, sia la pensione anticipata che la quota 100 prevedono tre mesi di attesa, se il lavoratore proviene dal settore pubblico l’attesa per la quota 100 è di sei mesi.

E’ difficile dare un consiglio, verrebbe subito da dire che essendo vicino alla pensione anticipata conviene quella, ma tutto dipende molto dalla situazione personale in cui ci si trova.

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Angelina Tortora

Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”