Pensione Quota 100 per chi lavora? I chiarimenti

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28/11/2019

Pensione quota 100 cosa succede per chi percepisce un reddito di lavoro? Ecco il chiarimento dell’Inps con una recente circolare

Pensione Quota 100 per chi lavora? I chiarimenti

Per chi percepisce la quota 100 ha il divieto di lavorare, finché non compie l’età prevista per la pensione di vecchiaia. Ma dobbiamo dire che tale divieto non è totale, in quanto il pensionato può percepire un reddito lavorativo autonomo nei limiti di 5.000 euro annui. Inoltre, l’Inps ha fatto noto che ci sono dei redditi che sono pienamente compatibili con la quota 100. Il pensionato che riceve un reddito di lavoro è obbligato a presentare una dichiarazione tramite un apposito modulo messo a disposizione dall’Inps, “Modulo AP 139”, altrimenti rischia la sospensione della pensione.

Quota 100: cosa succede quando si lavora

Il pensionato con quota 100, che percepisce un reddito di lavoro, può subire la sospensione della pensione durante il periodo in cui si percepisce un reddito non compatibile con la quota 100. La sospensione durerà fino al giorno del compimento di età pensionabile, cioè fino al compimento del 67° anno di età, se durante questo periodo si lavora. In poche parole, si è di nuovo ripristinato il divieto di cumulo tra lavoro e pensione, solo fino al compimento dei 67 anni. Questo divieto è stato abolito dal 2008 per tutte le pensioni dirette.

Redditi accumulabili e non accumulabili con la quota 100: quali sono

Con la pensione quota 100 non è possibile cumulare redditi di lavoro autonomo e dipendente, ma solo quelli di lavoro autonomo occasionale fino ad un limite di 5.000 euro l’anno.


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L’Inps, con la circolare n. 117 del 09 agosto del 2019 ha fornito chiarimenti al riguardo dei redditi non accumulabili con la quota 100 e ha elencato quali sono nello specifico i redditi di attività lavorative diverse da quella autonoma occasionale. Inoltre nella stessa circolare ha, anche, elencato quali sono redditi cumulabili con il trattamento.

Obbligo di comunicazione inizio attività lavorativa

Il pensionato che inizia un’attività lavorativa ho l’obbligo di comunicarlo immediatamente all’Inps, tramite il modello Quota 100. Va comunicato se si inizia un’attività lavorativa, che non sia autonoma occasionale, che produci un reddito anche al di sotto di 5.000 euro lordi all’anno. oppure quando si inizia un’attività lavorativa autonoma occasionale con un reddito superiore ai 5.000 euro lordi all’anno.

In questi casi, l’Inps, successivamente alla comunicazione, sospende il trattamento della quota 100, per tutto l’anno lavorativo, o fino al giorno del compimento dei 67 anni di età, traguardo dell’età pensionabile in vigore fino al 31 dicembre 2022.

L’Inps per individuare i pensionati che svolgono un’attività lavorativa e che non l’hanno comunicato, ha avviato una serie di controlli, intrecciando i dati in possesso con quelli dell’Agenzia delle Entrate.

Dichiarazione reddituale: chi la deve presentare e come si presenta

La dichiarazione reddituale va presentata dal pensionato all’Inps utilizzando il modello AP139. La dichiarazione deve essere trasmessa quando il pensionato percepisce redditi incumulabili, ma anche da chi riceve redditi cumulabile con il trattamento, compilando delle apposite sezioni. Quindi la dichiarazione reddituale va presentata da tutti i pensionati che ricevano la quota 100, nel periodo in cui iniziano ad usufruire del trattamento fino al compimento dell’età pensionabile, cioè 67 anni. Se percepiscono durante l’anno i seguenti redditi:


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  • Lavoro autonomo o dipendenti non cumulabile con quota 100;
  • Lavoro autonomo occasionale con redditi superiori a 5.000 euro;
  • Redditi di lavoro che non influenzano il divieto di cumulo con la quota 100;
  • Redditi di lavoro percepiti prima della decorrenza della quota 100, indicando la data di inizio attività e fine attività.

Come compilare il modello dichiarazione reddituale

Come abbiamo detto il pensionato con quota 100, se percepisce un reddito lavorativo, che non sia quello occasionale con un reddito inferiore a 5.000 euro, deve presentare all’Inps obbligatoriamente la dichiarazione reddituale tramite il modulo AP139, in cui si deve indicare il tipo di reddito percepito e la data in cui si inizia a percepire, e da questa data verrà sospeso il pagamento della pensione. Il modulo è diviso in sezioni:

  • Sezione 1: da compilare solo se non si percepisce un reddito da lavoro;
  • Sezione 2: da compilare solo nel caso di percezione di redditi da lavoro incumulabili, indicando il periodo e l’importo;
  • Sezione 3: da compilare solo nel caso di percezione di redditi da lavoro riferiti a lavori svolti in periodi antecedenti alla decorrenza della pensione quota 100;
  • Sezione 4: da compilare solo nel caso di percezione di redditi da lavoro cumulabili per espressa deroga normativa.

Il modulo non contiene nessuna sezione dove si deve indicare il reddito percepita dal lavoro autonomo occasionale con importo inferiore a 5.000 euro. Quindi si deduce che questi soggetti sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione reddituale.

Se si è percepito, durante l’anno precedente, dei redditi non cumulabile e si è subito la sospensione della pensione, per poterla riattivare, il pensionato deve presentare la “dichiarazione d’assenza redditi”.

La dichiarazione reddituale va presentata tramite il sito Inps attraverso il servizio “Domanda di costituzione pensione” o dando delega ad un patronato.

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