Pensione Quota 100, Quota 41 o Quota 42? La Riforma nel 2020, le novità

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11/07/2018

Riforma pensione Quota 100 da gennaio 2019, ma la Quota 41 o Quota 42, si parla nel 2020, ecco tutte le novità.

Pensione Quota 100, Quota 41 o Quota 42? La Riforma nel 2020, le novità

Riforma pensione con il nuovo Governo, Quota 100, Quota 41 o Quota 42. Tante perplessità e dubbi. La Quota 100 entrerà nella legge di Bilancio 2019, ma per la Quota 41 le criticità sono tante e si parla che forse approderà nel 2020. Le novità non finiscono qui, le indiscrezioni rivelano che non ci sarà più una Quota 41 ma una Quota 42, esaminiamo nel dettaglio le varie misure.

Pensione Quota 100 a partire dal 1° gennaio 2019

Per la pensione Quota 100, si prevede l’attuazione a partire dall’1 gennaio del 2019. La quota 100 prevista, ha un limite di età di 64 anni e minimo 36 anni di contributi versati con un massimo di due o tre anni di contribuzione figurativa.

Pensione Quota 41 per tutti, cosa prevede

La quota 41 per tutti, doveva dare possibilità a tutti i lavoratori di andare in pensione con la matuarazione di 41 anni di contributi indipendentemente dall’età, senza il vincolo di lavor precoce, di lavoro gravoso e usurante, ecc. che tutelava solo alcune categorie di lavoratori. Doveva essere una pensione per tutti e non una pensione anticipata, si diceva che 41 anni di contributi bastavano per andare in pensione. Adesso l’amara novità che forse non verrà attuata.


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Pensione Quota 41 solo per alcuni, la normativa attuale con 5 mesi in più nel 2019

pensione Quota 100La normativa pensionistica attualmente in vigore prevede che è possibile andare in pensione anticipata con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età, ma non per tutti, bisogna avere particolari requisiti. Inoltre dal 2019  saranno necessari 5 mesi in più a seguito dell’adeguamento con le aspettative di vita. Quindi per poter accedere alla Quota 41 dal 2019 i lavoratori precoci, dovranno maturare 41 anni e 5 mesi di contributi indipendentemente dall’età. 

Possono accedere alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, i lavoratori con almeno 12 mesi di lavoro effettivo, entro il compimento del diciannovesimo anno di età, inoltre devono trovarsi nelle seguenti condizioni:

  • lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale e che non percepiscono più da almeno tre mesi la prestazione per la disoccupazione loro spettante;
  • lavoratori dipendenti ed autonomi che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104);
  • lavoratori dipendenti ed autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
  • lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti (articolo 1, commi 1, 2 e 3, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67);
  • lavoratori che svolgono mansioni lavoro gravoso, da almeno sei anni in via continuativa.

Pensione Quota 42, spunta una nuova misura a sostituzione della Quota 41 per tutti

Tra le ipotesi sul tavolo di Governo, si affaccia l’idea di sostituire la Quota 41, onerosa per il governo, con la Quota 42. La nuova misura permetterebbe di andare in pensione anticipata con 42 anni di contributi indipendentemente dall’età. Questo porterebbe ad una diminuzione della platea degli aventi diritto e renderebbe fattibile la proposta sotto l’aspetto finanziario.