Pensione quota 94 con 59 anni di età e 35 anni di contributi

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02/02/2019

Quota 94, ovvero uno scivolo di quota 100 che permette il pensionamento a 59 anni di età con almeno 35 anni di contributi, è però a carico del datore di lavoro.

Pensione quota 94 con 59 anni di età e 35 anni di contributi

La pensione con la quota 100 permette uno scivolo ai lavoratori che potranno godere di determinati requisiti permettendo, di fatto, un pensionamento con la quota 94. Vediamo di cosa si tratta.

Quota 94, o scivolo quota 100

A spiegare la novità la circolare Inps numero 10 del 2019 con la quale si illustra uno scivolo che permetterebbe ai lavoratori il pensionamento a 59 anni di età e con 35 anni di contributi (uno sconto di 3 anni sia sul requisito anagrafico che su quello contributivo rispetto alla quota 100) maturati al 31 dicembre 2018 se l’azienda si impegna ad assumere.

Il lavoratore, quindi, può optare per questo tipo di pensionamento ma deve essere d’accordo l’azienda che può decidere di lasciare a casa i dipendenti con tali requisiti riconoscendogli un assegno erogato dai fondi di solidarietà fino al raggiungimento dei requisiti necessari per la quota 100 (che vanno, quindi, inderogabilmente centrati entro il 31 dicembre 2021).

Per poter accedere allo scivolo che permette un anticipo di 3 anni è necessario un accordo bilaterale con l’azienda che fissi i lavoratori da assumere al posto dei pre-pensionati. L’azienda deve inoltre impegnarsi al pagamento degli oneri di prepensionamento fino al raggiungimento della quota 100.

Il costo del prepensionamento con la quota 94, quindi, è a carico del datore di lavoro ma permette all’azienda di realizzare un ricambio generazionale.

L’articolo 22 della legge 9 , commi 1 e 2, stabilisce che “Fondi di solidarietà bilaterali di settore” potranno erogare un “sostegno straordinario” rispetto a quello di “sostegno al reddito” per i lavoratori che raggiungeranno quota 100 entro il 31 dicembre 2021.