Pensione: rinunciare all’APE Sociale per aderire alla RITA, per pignoramento, è possibile?

-
27/08/2018

Pensione anticipata Ape Sociale in corso di pignoramento, è possibile rinunciarci e aderire alla Rendita Integrativa Temporanea Anticipata – RITA?

Pensione: rinunciare all’APE Sociale per aderire alla RITA, per pignoramento, è possibile?

Pensione anticipata Ape Sociale e RITA, il quesito di un nostro lettore:

Ho 30 anni di contributi con unico datore dipendente bancario sto percependo ape social dopo essere stato disoccupato per 7  anni. Sul mio fondo pensione  previp milano sono stati versati regolarmente i contributi  attualmente mi trovo con un giudizio in corso  pendente i miei  soldi sono stati pignorati e prelevati anche  se la causa non  e’ conclusa in quanto il fondo non è pignorabile chiedo se attualmente posso rinunciare ape  social  e usufruire  della Rita per andare in pensione vecchiaia  prima della data stabilita inps che sarebbe  febbraio  2021. Ringrazio per la consulenza che andrete  a prestare e cordialmente  saluto.

Un quesito un pò insolito, analizziamo nel dettaglio verificano l’impignorabilità della RITA. Ricordiamo che l’anticipo pensionistico APE Sociale, è interamente a carico dello Stato, mentre la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata è a carico del lavoratore. I requisiti richiesti per la RITA sono:

Pensione RITA: requisiti

Il fondo Previp, come tutti i fondi pensionistici, si è adeguato alla circolare Covip n. 888, che ha dettato i requisiti che bisogna avere per aderire alla RITA. 

La RITA consiste nell’erogazione frazionata del montante previdenziale accumulato, o di parte di esso, per il periodo intercorrente tra la cessazione dell’attività lavorativa e il conseguimento dell’età anagrafica prevista per la pensione di vecchiaia. L’aderente al Fondo può pertanto decidere se destinare a RITA l’intero montante accumulato ovvero solo una parte di esso, riservandosi di esercitare, sull’eventuale montante residuo, le ulteriori facoltà di cui al D.lgs. n.252/2005 (anticipazione, riscatto, prestazione pensionistica, ecc.).


Leggi anche: Dolci tipici di Natale regione per regione vediamo quali sono

Qualora l’aderente decida di destinare a RITA solo una parte del montante previdenziale accumulato, la parte di prestazione richiesta a titolo di RITA non rileverà ai fini del computo della porzione del montante residuo richiedibile in capitale e/o in rendita; ciò significa che, qualora al raggiungimento dei requisiti pensionistici previsti dal regime obbligatorio di appartenenza la prestazione dovesse risultare soggetta ad “obbligo di rendita”, nel computo della prestazione massima erogabile in capitale non sarà ricompresa la prestazione destinata a RITA.

Specificamente, la RITA può essere richiesta con un anticipo massimo di 5 anni ovvero di 10 anni rispetto al conseguimento dell’età anagrafica prevista per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza, purché ricorrano i seguenti requisiti:

RITA erogata con un anticipo di 5 anni dalla maturazione dell’età’ anagrafica per la pensione pubblica

1. cessazione dell’attività lavorativa
2. 20 anni di contribuzione nei regimi obbligatori di appartenenza
3. conseguimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia entro 5 anni
4. almeno 5 anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari

RITA erogata con un anticipo di 10 anni dalla maturazione dell’età’ anagrafica per la pensione pubblica

1. cessazione dell’attività lavorativa
2. inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 24 mesi
3. conseguimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia entro 10 anni
4. almeno 5 anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari

Con riferimento al requisito contributivo, si precisa che al raggiungimento dei 20 anni concorrono non soltanto i contributi effettivi, bensì anche i contributi c.d. “figurativi” (contributi riferiti a periodi, tassativamente individuati dalla legge, durante i quali, nonostante si sia verificata una interruzione o una riduzione dell’attività lavorativa, viene comunque garantita la copertura contributiva, senza onere a carico del lavoratore).


Potrebbe interessarti: INAIL, fondo perduto fino a 10.000 per Partite IVA: requisiti e scadenza

Leggi anche: Pensione anticipata Quota 100, RITA e APE volontario con 61 anni di età, cosa conviene?

Pignorabilità della RITA

La RITA rientra nel novero delle prestazioni pensionistiche complementari e come tale risulta sottoposta agli stessi limiti di cedibilità, sequestrabilità e pignorabilità in vigore per le pensioni a carico degli istituti di previdenza obbligatoria previsti dall’art. 128 del regio decreto-legge 4 ottobre 1935, n. 1827, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 aprile 1935, n. 1155, e dall’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1950, n. 180, e successive modificazioni.

Passaggio tra APE Sociale e RITA

Questo caso non è mai stato considerato, quindi non ne conosco la fattibilità, consiglio di informarsi direttamente presso il fondo Previp Milano di appartenenza, in quanto la domanda va presentata tramite loro.

Da considerare, che se lo scopo è l’impignorabilità, come sopra è stato evidenziato, la Rita ha lo stesso limite delle prestazioni pensionistiche a carico dell’Inps. 

Per una risposta dei nostri esperti scrivi a [email protected]