Pensione senza limiti di età e senza vincoli di contributi: una proposta utopica?

La riflessione sul sistema pensionistico italiano ci viene dalle molte mail che riceviamo dai nostri lettori. La pensione sembra essere l’argomento che assilla tutti: anni di contributi sempre maggiori, età pensionabile che cresce di anno in anno gettando i lavoratori in una confusione preoccupata circa la loro sorte.

La prospettiva di dover lavorare fino a 67 anni e oltre spaventa soprattutto chi ha iniziato a lavorare tardi (anche a causa della difficoltà di trovare un lavoro stabile in giovane età) e ormai vede la pensione anticipata come un miraggio irraggiungibile.

Pensione: che fine fanno i contributi?

Molti lettori ci chiedono, ad esempio, se non si arriva alla temuta soglia dei 20 anni di contributi necessari all’accesso alla pensione di vecchiaia e non si ha la possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia contributiva per mancanza di altri requisiti, i contributi versati che fine fanno? L’Inps non ha mai preso in considerazione l’ipotesi di restituire i contributi versati da quanti, poi, alla fine non riescono ad accedere alla pensione di vecchiaia, chi per esempio versa soltanto 18 anni di contributi.

Pensione senza vincoli

Ma a questo punto perchè non concedere ai lavoratori la pensione in base ai contributi che hanno versato senza imporre vincoli di età e di contributi? Certamente è vero che i paletti imposti con età e contribuzione fanno si che i lavoratori possano accedere alla pensione con un assegno dignitoso, ma quanti non riescono ad accedere alla pensione di vecchiaia per mancanza di contributi perchè devono perdere quanto versato nel corso degli anni lavorativi? Non sarebbe più equo concedere una pensione, seppur bassa, in base a quanto versato se anche non si sono raggiunti i 20 anni di contributi?

E perchè non lasciare ai lavoratori la possibilità di scegliere l’età in cui lasciare il mondo del lavoro? Scegliere l’età in cui accedere alla pensione senza paletti e senza vincoli, basando il proprio assegno pensionistico soltanto sui coefficienti di trasformazione (basati sull’età) e pensione-anticipata-disabilisui contributi versati, permetterebbe ai lavoratori di scegliere serenamente il momento di lasciare il mondo del lavoro o di sapere che, in caso di necessità, si potrà accedere comunque ad una pensione seppur non si possiede una specifica età e un determinato numero di anni di contributi.

Un’utopia irrealizzabile?

Probabilmente questa riflessione/proposta è e resterà soltanto una utopia irrealizzabile ma a nostro avviso questo sarebbe il sistema previdenziale più equo che permetterebbe a chiunque di riavere indietro una pensione in base ai contributi versati anche se non si è raggiunto il minimo richiesto, ma molto probabilmente non sarebbe un sistema sostenibile per gli enti previdenziali e per lo Stato.

Redazione NotizieOra

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