Pensioni minime e invalidi, aumenti a febbraio 2019: per chi e di quanto

Quando si parla di reddito di cittadinanza, l’impegno del governo si muove parallelamente anche sul fronte pensioni: sono queste le due questioni che tengono impegnato il governo sul fronte della previdenza sociale. E riforma pensioni non significa solamente quota 100: Di Maio ha confermato che contestualmente alla pensione anticipata 2019, aumenteranno gli assegni delle pensioni minime e a favore di cittadini invalidi. Inoltre seguirà il taglio delle pensioni d’oro già annunciato.

Aumento pensioni minime e assegni invalidi: pensione di cittadinanza a febbraio?

Commentando i risultati che si otterranno da aprile 2019 con la quota 100 quindi, Di Maio ha colto l’occasione anche per ribadire un’altra promessa mantenuta dal governo sul fronte previdenziale, ovvero quella relativa alla pensione di cittadinanza, così chiamata evidentemente per il parallelismo con il reddito di cittadinanza. Tempi e modalità corrispondono, almeno stando alle ultime dichiarazioni ufficiali del vice premier.

L’integrazione al minimo scatterà tra febbraio e marzo (quindi forse già dal prossimo mese di pagamento pensioni). Il calcolo seguirà la stessa logica applicata al reddito di cittadinanza: chi oggi prende meno di 780 euro, avrà in automatico l’adeguamento a questo importo minimo. Banalmente quindi, per fare un esempio concreto, chi oggi prende 500 euro di pensione, avrà un adeguamento sull’importo mensile di 280 euro.

Rispetto al reddito di cittadinanza innegabilmente ci sono meno nodi da sciogliere perché non si tratta di studiare i meccanismi di proposta lavoro presso i centri dell’impiego con tutte le problematiche che ne conseguono. La misura, così formulata, riguarderebbe circa 4 milioni e mezzo di italiani che oggi prendono una pensione inferiore a 780 euro al mese e che in alcuni casi, non avendo casa di proprietà né risparmi da parte, vivono in condizioni di povertà.

Molti ci chiedono se l’aumento delle pensioni minime e degli assegni invalidi è dunque confermato ma prima di sbilanciarci, soprattutto per quanto riguarda le tempistiche, preferiamo comunque attendere l’emanazione del decreto.