Pensioni ordinarie e anticipate nel 2021: i criteri di base e le novità in arrivo con la legge di bilancio

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17/12/2020

Pensioni ordinarie e anticipate nel 2021: i criteri di base e le novità in arrivo con la legge di bilancio

Con l’arrivo del 2021 molti lavoratori in età avanzata si chiedono se riusciranno a ottenere l’agognata pensione. Al fianco dei criteri ordinari di pensionamento sono previste alcune novità all’interno della legge di bilancio in corso di approvazione, ma per una vera e propria riforma del settore sarà necessario attendere il prossimo anno. Nel frattempo si potrà continuare a sfruttare la quota 100, insieme ad alcune opzioni di flessibilità che rendono possibile il prepensionamento in specifici casi di disagio.

Per fare il punto della situazione occorre però partire dai criteri ordinari di accesso alla pensione. Il prossimo anno potranno beneficiare della quiescenza di vecchiaia tutti i lavoratori con almeno 67 anni di età e 20 anni di contribuzione. Chi è inserito nel sistema contributivo puro può ottenere l’accesso all’Inps anche dai 64 anni (con la stessa anzianità contributiva), purché l’emolumento risulti uguale o superiore a 2,8 volte la minima. In alternativa, i contributivi possono andare in pensione anche con 5 anni di versamenti, aspettando però la maturazione dei 71 anni di età anagrafica.


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La pensione anticipata della legge Fornero prevede invece la maturazione di almeno 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva per gli uomini. Le donne possono usufruire dell’opzione con un anno di anticipo, cioè una volta raggiunti i 41 anni e 10 mesi di versamenti. Sulla pensione non viene applicata alcuna penalizzazione e il diritto non è in alcun modo collegato all’età anagrafica.

Pensioni anticipate, il 2021 è l’ultimo anno della sperimentazione sulla quota 100

In merito alle sperimentazioni in corso di validità, il 2021 sarà l’ultimo anno durante il quale risulterà possibile fruire della quota 100. In questo caso è necessario maturare entro il 31/12 del prossimo anno almeno 62 anni di età e 38 anni di versamenti. Non viene applicata alcuna penalizzazione, ma c’è un vincolo alla cessazione dell’attività lavorativa. Resta però possibile cumulare redditi occasionali per un valore massimo annuo di 5mila euro.

I lavoratori che rientrano nei vincoli appena evidenziati potranno beneficiare della cristallizzazione del diritto. Questo significa che tutti coloro che il prossimo anno matureranno il diritto alla pensione tramite quota 100 potranno fruire dell’agevolazione anche negli anni successivi.

Riforma pensioni e legge di bilancio 2021: verso proroga ape sociale e opzione donna

All’interno della nuova manovra è in discussione la proroga dell’ape sociale e dell’opzione donna. Il legislatore punta ad estendere i due meccanismi senza particolari interventi correttivi, pertanto di fatto si dovrebbe produrre la prosecuzione per un anno in favore dei beneficiari dei due provvedimenti di flessibilità. Nel primo caso è possibile uscire dal lavoro con almeno 63 anni e 30-36 anni di versamenti, in base alla specifica situazione di disagio prevista nelle pieghe della legge. L’estensione del provvedimento permette il beneficio a tutti coloro che matureranno i requisiti entro il 31 dicembre 2021.


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Nel secondo caso è necessario maturare almeno 58 anni di età (59 anni per le lavoratrici autonome) e 35 anni di contribuzione. L’assegno resta però legato al ricalcolo interamente contributivo, il quale produce una perdita permanente sul valore effettivo che può arrivare a pesare anche il 20-30%. In questo caso rientrano tutte le lavoratrici che hanno raggiunto i requisiti entro il 31 dicembre 2020.

Al fianco dei due provvedimenti sperimentali, nel 2021 continuerà a restare valida anche la quota 41 prevista per i lavoratori precoci che vivono situazioni di disagio e che hanno effettuato almeno un anno di contribuzione prima del compimento del 19mo anno d’età.

Le novità sulle pensioni per i part time verticali e i lavoratori stagionali

Con la nuova manovra 2021 arrivano importanti novità anche per i lavoratori che risultano impiegati in modo ciclico con contratti di part time verticale. Sono coinvolti nel beneficio gli stagionali e le persone che hanno un contratto di lavoro a tempo parziale su base annuale. Nella pratica, si garantirà il riconoscimento dell’intero anno rispetto all’anzianità contributiva utile per la maturazione dell’accesso alla pensione.

In questo modo, chi si trova costretto ad operare nei contesti lavorativi appena indicati potrà vedersi riconoscere pienamente gli anni di lavoro e raggiungere più facilmente i criteri previsti per poter accedere alla pensione di vecchiaia. Si tratta di una vera e propria svolta dopo i numerosi ricorsi che hanno caratterizzato tali inquadramenti nel passato.