Pensioni, senza quota 100 assegno 5 o 6 anni più tardi

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03/10/2019

Pensioni: eliminare la Quota 100 dopo la sperimentazione crea un prolungamento di 5/6 anni per l’assegno pensionistico e una grande platea di nuovi poveri.

Pensioni, senza quota 100 assegno 5 o 6 anni più tardi

Il nuovo Governo punta alla chiusura della pensione Quota 100 che ha permesso e permetterà fino al 2021 (termine della sperimentazione), l’accesso al pensionamento con 62 anni di età anagrafica e 38 anni di contributi. La fine della sperimentazione della pensione anticipata Quota 100 non è indolore. Infatti, al termine della sperimentazione nel 2021, senza nessun tipo di armonizzazione per gli esclusi, ci sarà un aumento netto di cinque o sei anni dei requisiti richiesti per il pensionamento.

Pensioni: i pochi eletti

Ed ecco che i pochi eletti che nel triennio hanno maturato i requisiti possono accedere al pensionamento con 62 anni senza nessuna ripercussione a differenza di cui matura i requisiti dal 1° gennaio 2022.

Senza nessun’altra previsione di pensionamento anticipato, senza nessuna misura a favorire l’uscita dal lavoro. Rimarrà la pensione anticipata, ma bisogna arrivare a 42 e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età. Un montante contributivo molto alto che solo in pochi riescono.

L’Italia vive con una crisi lavorativa molto forte, le aziende chiudono di continuo, lasciando i lavoratori e le loro famiglie allo sbando. I lavoratori italiani hanno carriere discontinue, con grossi buchi contributivi che non riescono a colmare, e i requisiti pensionistici sono troppo restrittivi e critici.

Togliere la Quota 100 creando povertà

In conclusione, il nuovo Governo da una parte appoggia il reddito di cittadinanza per combattere la povertà, e versa attraverso la card RdC, circa 700 euro a famiglia da marzo, senza che nessuno abbia ancora lavorato, perché ancora da strutturare la situazione dei posti di lavoro, se e quando arriveranno.

Dall’altra blocca la Quota 100 in via definitiva creando una marea di nuovi poveri, perché sono in molti che arrivano a 62 anni senza lavoro, perché troppo vecchi per lavorare, ci si chiede come potranno arrivare a 67 o 68 anni?

Si spera, in tutta questa confusione di misure pensionistiche, che il nuovo Governo trovi la strada giusta da seguire da inserire; le persone invecchiano, hanno diritto all’ assistenza e alla pensione, diritto pagato a caro prezzo con anni di sacrifici.

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