Perché Salvini sulle banche attacca la BCE e teme un attacco di Draghi

Dopo il commissariamento di Carige, è arrivata la lettera con cui la BCE ha richiesto a MPS di accelerare l’abbattimento dei crediti deteriorati, accantonando a capitale l’intero valore di quelli non coperti da garanzia entro 2 anni ed entro 7 anni della parte garantita. A conti fatti, MPS potrebbe trovarsi costretta a reperire sul mercato […]

Dopo il commissariamento di Carige, è arrivata la lettera con cui la BCE ha richiesto a MPS di accelerare l’abbattimento dei crediti deteriorati, accantonando a capitale l’intero valore di quelli non coperti da garanzia entro 2 anni ed entro 7 anni della parte garantita. A conti fatti, MPS potrebbe trovarsi costretta a reperire sul mercato nuovi capitali fino a un massimo di 8,7 miliardi di euro al 2026, a tanto ammontano i crediti a rischio ancora da svalutare e iscritti a bilancio. A Piazza Affari, il titolo ha subito reagito con un crollo superiore al 10% subito e seguito nella seduta successiva da un altro del 7%. Ma MPS non più da un paio di anni una banca come le altre, essendo per oltre i due terzi nelle mani dello stato.

Dalle parti della maggioranza di governo e, in particolare, della Lega sono arrivate bordate contro la BCE di Mario Draghi, accusata di puntare a fare saltare altre banche italiane, creando contraccolpi finanziari nel nostro Paese. Il timore maggiore che nutre il leader leghista e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, riguarda l’economia e i conti pubblici. Poiché eventualmente a dover ricapitalizzare MPS sarebbe il Tesoro, altri miliardi da destinare a salvare Siena non solo avrebbero potenziali effetti elettorali nocivi – Lega e M5S si erano mostrati contrari ai salvataggi pubblici, quando erano all’opposizione – ma rischiano di accrescere la sfiducia degli investitori anche verso il debito pubblico italiano, dato che gli aiuti lo aumenterebbero nelle dimensioni.

E la lettera potrebbe non restare isolata. Se arrivassero inviti simili anche alle altre grandi banche italiane, potrebbero essere diversi i casi a necessitare, a quel punto, nuove iniezioni di liquidità fresca per coprire le perdite derivanti dalla cessione degli Npl. E soldi per salvare altre banche non ve ne sarebbero, nel senso che il mercato difficilmente accetterebbe di concederceli allo stato, già indebitatissimo. Inoltre il rischio che la crisi bancaria si traduca in crisi economica, tramite la riduzione dei prestiti a famiglie e imprese, nonché in una fiscale, a causa della fuga degli investitori dai nostri bond e conseguente esplosione dei rendimenti, oltre che per i contraccolpi negativi che l’arretramento dell’economia avrebbe sul gettito fiscale. Salvini teme che quella della BCE sia una strategia per abbattere il governo giallo-verde, così come avvenne nel 2011 tramite lo spread con l’allora governo Berlusconi.