Permessi legge 104: come possono essere utilizzati

Permessi legge 104: Grazie alla sentenza della Corte di Cassazione n° 30676 del 27 novembre 2018 si può dare al concetto di assistenza, una visione più ambia, Infatti per assistenza ad un familiare disabile per cui un lavoratore ha diritto di 3 giorni di permessi retribuiti al mese, non si può intendere solamente assistenza materiale ma va incluso anche spazi di tempo da dedicare alla propria persona, come il riposo.

Dipendente licenziata perché non rispetta le regole

Una dipendente durante i giorni di permesso mensili usufruibili per accudire la madre disabile in base l’articolo 33, co. 3 della legge 104/1992 era uscita di casa per svolgere delle attività personali; ed era sempre uscita di casa nel giorno n cui era stata sottoposta ad un intervento chirurgico ed era in congedo di malattia. Da questo è iniziata una lunga disputa giudiziaria tra il datore di lavoro e li dipendente, che si era vista licenziata con l’accusa di non rispettare i permessi legge 104 e il congedo di malattia.

La Corte d’Appello ha predisposto la reintegra al posto di lavoro poiché non è dimostrato l’incompatibilità dell’uscita con la infermità dedotta, dall’altro la Corte ha tenuto in considerazione il recente orientamento della Cassazione (Cass. Civ. 29062/2017) che ha stabilito la possibilità di poter utilizzare qualche ora della giornata per le proprie esigenze di vita quando si assiste un familiare disabile.

Come è inteso il concetto di assistenza

Quindi la Corte di Cassazione ha confermato ciò che aveva stabilito tramite il suo giudizio la Corte D’Appello. Il Supremo Collegio ha ribadito che il concetto di assistenza si deve intendere come esclusivo quindi non dare la possibilità a chi assiste di poter usufruire di spazi temporali per se stesso, come la cura dei propri interessi personali e familiari, oltre alla necessità di riposo e di recupero delle energie psico-fisiche. Questi atteggiamenti devono essere compatibili con l’intervento assistenziale che deve avere sempre carattere permanente, continuativo e globale nella sfera individuale e di relazione del disabile.

In conclusione i giudici hanno definito che l’attività di assistenza al disabile deve essere intesa in senso meno rigido in modo che si abbia la possibilità di effettuare anche un’attività non strettamente legate all’accudimento materiale del disabile sempre che esse siano compatibili con le finalità dell’assistenza al disabile.

L’articolo 33, comma 3, della legge 104/1992 riconosce al lavoratore  dipendente il diritto di fruire di tre giorni di permessi mensile retribuiti per  assistere un parente con disabilità grave, coniuge, convivente, parente o affine entro il secondo grado, o anche entro di terzo grado se i genitori o il coniuge della persona con handicap hanno compiuto  65 anni di età o siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, a meno che la persona disabile non sia ricoverata a tempo pieno.

Permessi legge 104, si possono usare anche per altre attività, la sentenza shock

Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.