Pignoramento ed ipoteca della prima casa, quando è possibile?

Il pignoramento di un immobile deriva dalla tipologia di creditore e dalle diverse condizioni che si possono riscontrare di volta in volta. Stando alla legge italiana, infatti, c’è creditore e creditore e, oltre al fisco, quindi Equitalia o Agenzia delle Entrate Riscossione. Ci sono anche le banche e le finanziarie, i familiari , e qui intendiamo familiari l’ex coniuge che non ha ricevuto il mantenimento o un figlio che non è stato riconosciuto. Infine, la controparte di un processo che ha vinto una causa contro il debitore.

La legge italiana cosa dicepignoramento e ipoteca della prima casa

Si chiama “Decreto del Fare” la legge n. 69 del 21 giugno 2013 che ha introdotto il divieto di pignoramento dell’unico immobile di proprietà del debitore nell’eventualità che ad agire contro il debitore sia l’agente per la riscossione (Equitalia/Agenzia delle Entrate Riscossione). Essa impone il divieto di pignoramento dell’unico immobile di proprietà del debitore a condizione che in esso il debitore risieda anagraficamente e l’immobile non sia qualificabile come bene di lusso. Tale divieto, però, non è assoluto, anzi in alcuni casi sono consentiti sia l’ipoteca che il pignoramento. Facciamo un esempio: nel caso in cui il debitore possieda un secondo immobile (o ne possieda anche solamente una piccola quota), il fisco può rifarsi su questo secondo immobile e se questo non è sufficiente a coprire il credito vantato, allora può essere intaccata anche la prima casa.
Se i debiti contratti dal debitore sono verso soggetti privati, come ad esempio la banca con cui il soggetto ha stipulato un mutuo, allora anche la prima casa è soggetta al pignoramento. Quindi, in sintesi, quando il creditore è un istituto bancario o una finanziaria che ha erogato un prestito, la legge non ha limiti e per il debitore non esiste tutela. Nel caso in cui i creditori siano familiari, controparti di processi vincitori di cause o altri soggetti privati, per il debitore non esistono altre forme di tutela, allo stesso modo di come avviene per le banche e le finanziarie.

Un consiglio

Per evitare che la casa venga pignorata, è consigliabile la vendita dell’immobile per saldare il debito dovuto e gestire in autonomia le disponibilità finanziarie conseguite dalla vendita dello stesso.

L’ipoteca

La legge italiana prevede che, in presenza di debiti complessivamente superiori a 20 mila euro, si possa iscrivere ipoteca sull’unico immobile di proprietà del debitore nel quale egli risieda anagraficamente.
L’ipoteca diviene una forma di garanzia per il creditore, che attribuisce un diritto di prelazione sul bene oggetto di ipoteca, volto a tutelarlo contro il pericolo d’insolvenza del debitore. L’ipoteca si ha mediante l’iscrizione in un pubblico registro e si estende all’intero bene che ne è oggetto. Attenzione : l’immobile ipotecato rimane in godimento del proprietario che lo può usare liberamente.
In sintesi, l’ipoteca può essere iscritta tutte le volte in cui il proprietario ha un debito e il creditore è in possesso di un titolo esecutivo come ad esempio un decreto ingiuntivo non opposto entro 40 giorni, una sentenza di condanna, una cambiale o un assegno, un contratto di mutuo o un altro atto pubblico sottoscritto davanti a un notaio che certifica un debito.
Un altro esempio: in caso di debiti tributari, se l’ammontare del debito delle cartelle di pagamento scadute e non onorate supera l’importo di 20 mila euro, l’agente per la riscossione può procedere a ipotecare l’unica casa del contribuente. E’ bene, quindi, tenere sempre al di sotto di questa soglia la propria esposizione debitoria con il fisco.

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.