Polizze Vita dormienti: cosa sono e cosa bisogna fare

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07/07/2019

Polizze Vita dormienti: ecco cosa fare per non perdere il capitale assicurato

Polizze Vita dormienti: cosa sono e cosa bisogna fare

Molto spesso si stipula una polizza vita e non si mette a conoscenza nessuno dei familiari o dei conoscenti della sua esistenza. Quindi può accadere che alla sua scadenza non viene riscossa, queste sono le polizze “dormienti”. Sono polizze che pur avendo diritto al pagamento del capitale assicurato, non sono state pagate della società assicurativa e restano in attesa della prescrizione. Queste possono essere polizze non riscosse a causa della morte dell’assicurato e della cui esistenza i beneficiari non erano a conoscenza. Oppure sono polizze giunte a scadenza, ma non riscosse per vari motivi.

Polizze vita dormienti: la prescrizione

In codice civile con l’articolo 2952 dispone che il contratto di assicurazione si estingue dopo 10 anni da quando è possibile la riscossione del premio, quindi dalla scadenza della polizza o dalla data di morte del beneficiario. Qualora il contraente o i beneficiari non riscuotono gli importi dovuti entro tale termine di prescrizione, questi saranno devoluti al fondo per vittime delle frodi finanziarie come previsto in materia di rapporti dormienti dalla legge n. 266/2005 e successive modifiche e integrazioni.

Polizze vita dormienti: come evitarle

Possiamo dare alcuni consigli affinché questo fenomeno delle polizze dormienti non si verifichi.

La prima cosa da fare dopo la stipula della polizza vita è informare i propri familiari o coloro ai quali intendi destinare le somme.


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Al momento della stipula, per essere certo che la polizza sarà riscossa, bisogna designare con cura i beneficiari. È molto importante designare i beneficiari nominativamente avendo cura di indicare anche tutti i dati anagrafici. Bisogna evitare di indicare in modo generico i beneficiari con formule come: “eredi legittimi o testamentari, figli nati e/o nascituri, coniuge o coniuge al momento del decesso”.

Se, invece, non vuoi che i beneficiari siano a conoscenza dell’esistenza della polizza, informa un soggetto terzo che si attivi al verificarsi dell’evento assicurato. È anche possibile informare l’assicurazione, nel caso di specifica esigenza di riservatezza, i dati per l’identificazione (nome, cognome, codice fiscale o partita IVA, indirizzi, recapito telefonico) di un referente terzo diverso dei beneficiari, a cui l’assicurazione potrà far riferimento in caso di decesso dell’assicurato.

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