Posso chiedere acconto TFR in busta paga con cessione del quinto?

-
16/06/2020

Un lavoratore che ha in corso un finanziamento con cessione del quinto può chiedere l’acconto del TFR in busta paga? Scopriamolo

Posso chiedere acconto TFR in busta paga con cessione del quinto?

L’acconto del TFR in busta paga è un beneficio che possono chiedere solo i dipendenti del settore privato che si trovano in particolari situazioni. Ma cosa succede se il lavoratore ha in corso un finanziamento con cessione del quinto? È questa la domanda che ci fanno i nostri lettori e alla quale risponderemo in quest’articolo.

Acconto TFR in busta paga con cessione del quinto

Ecco cosa ci chiedono  i nostri lettore:

Scusi ma ho letto per anticipo TFR,  ho una domanda da fare, se si ha un quinto dello stipendio, si può avere anticipo TFR per il dentista per Mio figlio? Patrizia

Salve 

Mi chiamo Katia, ma se io ho una cessione del quinto posso richiedere il TFR 

GRAZIE attendo conferma

 

Gentilissime Patrizia e Katia,

risponderò con un’unica risposta, in quanto la domanda posta è analoga.

Acconto TFR in busta paga: le regole

Il trattamento di fine rapporto spetta sempre al dipendente alla cessazione del rapporto di lavoro. Il TFR è composto da una quota che fa parte della retribuzione, che si matura mensilmente, ma corrisposta una sola volta, con la possibilità di poter chiedere al datore di lavoro una sola volta un anticipo del TFR maturato. Per l’acconto del TFR in busta paga, ci sono delle regole e limiti da rispettare.

Nel caso in cui il lavoratore ha in corso un finanziamento della cessione del quinto in atto, l’acconto del TFR n busta paga, può essere richiesto se resta in azienda un importo sufficiente a coprire il debito residuo, diversamente l’anticipo è precluso. Cerchiamo di fare chiarezza.

L’acconto TFR può essere chiesto al datore di lavoro a queste condizioni:

  • l’anticipo del Tfr può ammontare al massimo al 70% del montante accumulato;
  • il lavoratore deve possedere un’anzianità lavorativa di otto anni presso lo stesso datore di lavoro.

L’acconto TFR deve essere motivato e documentato e può essere concesso per:

  • sostenere spese mediche sanitarie o interventi con comprovata documentazione medica rilasciata dall’Asl competente;
  • acquisto prima casa per sé stessi o per i figli, in questo caso bisogna presentare una dichiarazione del notaio;
  • il lavoratore deve sostenere delle spese durante i periodi di fruizione di congedi per la formazione continua o extra lavorativa o di congedo parentale.


Leggi anche: Spid, l’Agenzia delle Entrate rottama le password dall1/10

Anticipo TFR con cessione del quinto in corso

In generale non è possibile chiedere l’acconto del TFR in busta paga con la cessione del quinto in corso, in quanto la liquidazione rappresenta per l’ente finanziatore una garanzia.

È prevista un’eccezione, se il TFR  superiore al debito residuo della cessione del quinto, il lavoratore può fare richiesta documentata dell’acconto TFR, ma solo per la parte eccedente il residuo da versare, nel limite del 70% dell’importo maturato.

Anticipo a titolo di riscatto con il fondo pensione

In base agli ultimi orientamenti della Covip che regola i fondi pensione, il trattamento di fine rapporto può essere destinato ad un fondo di previdenza complementare anche con cessione del quinto in atto. Il fondo pensione può liquidare al lavoratore a titolo di riscatto l’importo richiesto, ma sempre rispettando l’ammontare del debito residuo.

Conclusione

In risposta alle vostre domande, è possibile chiedere l’acconto TFR in busta paga solo per il restante debito residuo e con motivazione valide, come sopra descritto.