Prepensionamento precoci: non sempre la quota 41 spetta, quali alternative?

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13/11/2019

Quali sono le alternative di pensionamento per un lavoratore precoce con 40 anni di contributi versati?

Prepensionamento precoci: non sempre la quota 41 spetta, quali alternative?

Per i lavoratori precoci la normativa vigente prevede la possibilità di accedere al pensionamento con 41 anni di contributi se il lavoratore rientra in determinate categorie tutelate. Vediamo quali possono essere le alternative alla quota 100 per chi ha iniziato a lavorare in età molto giovane.

Lavoro precoce e pensione

Un lettore ci scrive:

Buon giorno,sono nato il 05/07/1961.
Ho pensato di inviarvi in allegato foto del mio certificativo INPS   per valutare quali opportunità avrei di andare in pensione considerando se ci sono una o più opzioni e quali sarebbero gli scenari di tempo e il più conveniente in termini monetari. Al 31 dicembre 2019 ho 40 anni di contributi e probabilmente credo di rientrare anche nella categoria dei precoci ma non lo so con certezza. Sempre che elaborare questa situazione non vi crei disturbo e nessuna problematica,vi ringrazio e attendo se possibile una cortese risposta.Sapendo già in anticipo che se mi fornirete una o più risposte devo considerarle approssimative e che non costituiscono ne sostituiscono leggi o regolamentazioni  pertinenti all’INPS.

Distinti saluti.
 
Sulla base della legge vigente sulla privacy in materia di protezione dei dati personali, vi autorizzo a rispondere.

Avendo iniziato a lavorare a poco più di 17 anni e interrompendo l’attività lavorativa soltanto nel 1980 per espletare il servizio militare, aveva accumulato, prima di compiere i 19 anni ben più dei 12 mesi di contributi derivanti da lavoro effettivi richiesti per il riconoscimento del lavoro precoce.

Rientra, quindi, nei cosiddetti lavoratori precoci ma non è detto che le spetti il pensionamento con 41 anni di contributi. La quota 41 lavoratori precoci, infatti, permette il pensionamento con 41 anni di contributi soltanto a disoccupati, caregiver, invalidi, gravosi ed usuranti in possesso di determinati requisiti.

Non sapendo se appartiene ad una delle categorie sopra elencate le posso dire soltanto che avrebbe diritto alla quota 41 se rientra in una delle stesse.


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In alternativa, con 58 anni di età e quasi 40 anni di contributi l’uscita dal lavoro più vicina (se si esclude, appunto, la quota 41) è rappresentata dalla pensione anticipata ordinaria che richiede, per gli uomini, 42 anni e 10 mesi di contributi e che raggiungerebbe, di conseguenza, fra circa 3 anni. La pensione anticipata non prevede penalizzazioni e comporta il calcolo dell’assegno pensionistico sulla base del montante contributivo maturato.

Ovviamente non è costretto ad accedere alla pensione al raggiungimento dei requisiti sopra menzionati e se lo desidera può continuare a lavorare per quanto tempo desidera (prendendo, in ogni caso, come data limite il compimento dei 67 anni di età) continuando ad aumentare il suo montante contributivo (solo a titolo esemplificativo raggiungerebbe i 67 anni di età con circa 49 anni di contributi su cui sarebbe, poi, calcolato il suo assegno pensionistico).