Prepensionamento: quando è possibile con 33 anni di contributi?

È possibile percepire un prepensionamento con 33 anni di contributi e 61 anni di età ?  

 

Con 33 anni di contributi e soltanto 61 anni di età è molto difficile accedere a qualsiasi tipo di prepensionamento. La pensione anticipata è fuori discussione poichè richiede un minimo di contribuzione di 42 anni e 3 mesi per le donne e 43 anni e 3 mesi per gli uomini. Per la quota 100 non è in possesso nè del requisito contributivo di 38 anni nè di quello anagrafico di 62 anni.

Un’opzione di uscita anticipata è rappresentata dall’Ape volontario, misura che resterà in vigore fino al 31 dicembre 2019, ma richiede un minimo di 63 anni di età per l’accesso e non può, di conseguenza, fruire neanche del prestito pensionistico.

Pensione anticipata con la RITA

L’unica forma di prepensionamento cui potrebbe accedere con 61 anni e 7 mesi sarebbe la RITA, la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, ma soltanto se ha un fondo previdenziale complementare in cui ha versato contributi almeno per 5 anni.

La Covip ha pubblicato la circolare 888 in riferimento alla RITA – Rendita Integrativa Temporanea Integrativa, con tutti i requisiti e le specifiche per poter aderire. i requisiti richiesti, da possedere al momento della presentazione dell’istanza, per ottenere la RITA dalcalcolo pensione, le forme pensionistiche complementari che operano in regime di contribuzione definita giacché la norma non si applica a quelle a prestazione definita, sono ora i seguenti:

a)     Cessazione dell’attività lavorativa;

b)     Raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i cinque anni successivi alla cessazione dell’attività lavorativa;

c)     Maturazione, alla data di presentazione della domanda di accesso alla RITA, di un requisito contributivo complessivo di almeno venti anni nei regimi obbligatori di appartenenza;

d)     Maturazione di cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari (ai sensi dell’art. 1 1, comma 2, del Decreto lgs. 252/2005);

oppure, in alternativa:

a)     Cessazione dell’attività lavorativa;

b)     Inoccupazione, successiva alla cessazione dell’attività lavorativa, per un periodo superiore a ventiquattro mesi;

c)     Raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i dieci anni successivi al compimento del termine di cui alla lett. b);

d)     Maturazione di cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari (ai sensi dell’art. 11, comma 2, del Decreto lgs. 252/2005).

Diversamente dalla disciplina previgente in tema di RITA, la sussistenza dei requisiti sopra indicati non è vincolata al rilascio di un’apposita attestazione da parte dell’INPS, come in precedenza previsto dall’art. 1, comma 168, della Legge 232/2016 al quale il comma 188 faceva rinvio. In entrambi i casi, è necessario il raggiungimento del requisito contributivo di 20 anni minimo.

Per conoscere la convenienza di questa misura, consigliamo di leggere:  Pensione RITA, con 20 anni di contributi, calcolo e convenienza

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Prepensionamento: quando è possibile con 33 anni di contributi? ultima modifica: 2018-11-10T16:11:23+00:00 da Redazione NotizieOra

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