Proroga «opzione donna» e tasse al 7% per i pensionati esteri che tornano in Italia, le previsioni

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17/12/2018

Il governo prevede la proroga dell’opzione donna e la tassazione al 7% per i pensionati esteri che tornano in Italia. Ecco gli emendamenti

Proroga «opzione donna» e tasse al 7% per i pensionati esteri che tornano in Italia, le previsioni

Proroga Opzione donna: il governo come ha preannunciato, nel 2019 metterà in campo una procedura sperimentale sul fronte delle pensioni. L’entrata in vigore della famosa Quota 100 e il proseguimento dell’opzione donna.

L’opzione donna prevede l’entrata alla pensione delle donne lavoratrici con requisito anagrafici favorevoli rispetto a quelli vigenti.

Inoltre, la Lega ha sostenuto la riduzione delle tazze al 7% per 5 anni, per quei pensionati scappati all’estero che ritornano in Italia, ma con la residenza nelle seguenti regioni del Sud: Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia. Quindi si mette in atto il modello del Portogallo, come aveva annunciato Salvini mesi fa.

Opzione donna: chi può accedere

Con l’opzione donna, le lavoratici che potranno usufruire di questa opportunità, nel 2019, sono coloro che hanno i seguenti requisiti:

  • 57 anni di età se sono lavoratrici dipendenti o 58 anni di età se sono lavoratrice autonome;
  • 35 anni di contributi versati.

Requisiti che devono essere già maturati, entrambi, entro il 31 dicembre 2015.

La legge di bilancio del 2019 prevede la possibilità di maturare i requisiti almeno fino al 2018 o entro una finestra successiva disposta dalla norma.

Opzione donna: i nuovi requisiti

Con i nuovi requisiti, dunque, le lavoratrici che potrebbero accedere alla pensione sono chi è nato entro il 31 dicembre del 1959 se dipendenti e chi è nato entro il 31 dicembre 1958 se autonome, fermo restante che abbiano maturato 35 anni di contributi. L’erogazione della pensione avverrà dopo 12 mesi per le lavoratrici dipendenti, mentre dopo 18 mesi per le lavoratrici autonome e “miste”.

Opzione donna: l’assegno più magro

Bisogna far presente che per le lavoratrici che optano per questa soluzione potranno percepire un assegno più magro, in quanto il calcolo avviene con il sistema contributivo, che potrebbe portare anche ad una penalizzazione del 40%, se la lavoratrice goda anche del metodo di calcolo retributivo o anche misto.

Questa soluzione dà la possibilità alle donne lavoratrice, rispetto alla pensione anticipata e di vecchiaia, di accedere alla pensione ben 8 anni prima

Altre possibilità di uscita per le lavoratrici

Le lavoratrici hanno sempre, anche, la possibilità di accedere alla pensione con la pensione di vecchiaia, con 67 anni di età e un minimo di 20 anni di contributi, oppure con quella anticipata, con 42 anni e tre mesi di contributi. Il Governo ha previsto, di nuovo, l’utilizzo del sistema delle finestre, che dovrebbe avere un impatto sulla soglia di anticipo ai sensi della legge Fornero, infatti per gennaio potrebbero restare i requisiti di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e di 41 e 10 per le donne, senza l’aumento di 5 mesi. Saranno previste per queste pensioni le finestre trimestrali e quindi il vantaggio si riduce a soli due mesi.

Proposta Lega: emendamento pro-famiglia

La Manovra prevede un ulteriore emendamento: la pensione rosa. Questa è sempre una proposta Lega, e consiste nel concedere tre anni di contributi figurativi per ogni figlio a partire dal terzo per le mamme-lavoratrici che abbiano già 50 anni e 20 di contributi. L’emendamento è stato firmato da Pillon, e prevede anche ulteriori misure a favore della famiglia come:

  • I giorni che si possono prendere per malattia dei figli, passano da 5 a 10 giorni per i figli fino ai 16 anni di età;
  • gli assegni familiari per i nuclei di famiglia da 6 componenti in su vengono raddoppiati;
  • gli assegni familiari per i nuclei di famiglia composti da 5 componenti vengono aumenti del 50%.

Pensione Opzione donna dal 2019 al 2020 a 60 anni di eta;