Quando la casalinga rischia l’accertamento fiscale? Ecco come difendersi

Il redditometro non risparmia nemmeno la casalinga, non solo è oberata di lavoro tra casa, figli e gestione economica familiare, quanto può succedere che debba scontrarsi con l’Agenzia delle Entrate. Un ipotesi, per lo scontro con il Fisco, che può sorgere nel caso in cui la casalinga, non sia alle dipendenze di un datore di lavoro e riceva sul proprio conto corrente un presunto accredito. A quel punto, potrebbe essere obbligata a motivare al caro amico Fisco, la provenienza della somma. 

La casalinga e l’accertamento fiscale

Se sottoposta ad accertamento fiscale, la casalinga deve giustificare il motivo per cui ha ricevuto l’accredito dell’importo “x” sul suo conto. Deve procedere con la motivazione della causale del versamento. Di certo, non si tratta di una beffa. Il punto si cui fonda la verifica del Fisco è legata al fatto che non possieda un reddito da lavoro o presunte fonti di reddito giustificabili. Apparentemente sotto il faro del Fisco la casalinga è “povera”.

Il bollino rosso che attiva il controllo fiscale, scatta quando lo stile di vita della casalinga  è al di sopra delle possibilità economiche. Ciò significa, che le spese effettuate dalla casalinga risultano essere maggiori delle entrate.

I controlli del Fisco

A finire nella casa del grande fratello Fisco non sono solo le casalinghe, ma anche gli studenti. L’Agenzia delle Entrate attraverso gli algoritmi informatici individua le presunte violazioni o evasioni, quindi avvia l’indagine.

Ad esempio, se una casalinga riceve un sostanziale accredito sul conto, se acquista una macchina classificata di lusso o una casa in montagna, i conti non tornano. Il fisco individua immediatamente la discrepanza tra l’elevato tenero di vita e la misera dichiarazione dei redditi.

L’indagine parte come presunzione di evasione, da contrastare con prove. Di conseguenza, la casalinga è tenuta non solo a giustificare, ma a provare con i fatti e non “parole”, l’origine dei quattrini per gli acquisti o  per l’accredito sul conto corrente.

L’Agenzia delle Entrate etichetta come evasore fiscale non solo il contribuente che paga le tasse, ma anche il soggetto diretto intestatario di un presunto bene. In poche parole, se una casalinga acquista una villa al mare o una vettura di lusso, e presumibilmente non può giustificare l’acquisto, risulta essere un evasore a tutti gli effetti di legge, in mancanza della prova contraria che la scagioni dalle accuse.  

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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein