Quarantena COVID-19: si indennizza come malattia se c’è certificato medico

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26/06/2020

Come viene retribuita la malattia per chi è sottoposto a sorveglianza attiva per essere entrato in contatto con soggetti positivi al COVID-19? Servono estremi del provvedimento.

Quarantena COVID-19: si indennizza come malattia se c’è certificato medico

Cosa accade a chi è costretto a casa per la quarantena imposta per il contrasto e la diffusione del Coronavirus? Coloro che sono costretti a trascorrere in casa la quarantena con sorveglianza attiva perchè entrati in contatto con soggetti positivi cosa devono fare? Spetta la retribuzione per l’assenza dal lavoro? Come è indennizzata?

Quarantena e certificato

Con il messaggio 2584 del 24 giugno 2020 l’INPS chiarisce che in questi casi è possibile, per il lavoratore, ricevere l’indennità di malattia anche per la quarantena. L’Istituto spiega, quindi, quanto previsto nel Decreto Cura Italia all’articolo 26.

L’INPS riconosce anche per i periodi di quarantena l’indennità di malattia a patto che nel certificato medico siano indicati gli estremi del provvedimento che ha disposto il regime di sorveglianza. Se tale provvedimento non fosse disponibile all’invio del certificato di malattia il lavoratore potrà anche comunicarlo in un secondo momento utilizzando la modalità telematica.

L’articolo 26 del Decreto Cura Italia prevede che per i lavoratori dipendenti del settore privato sottoposti a provvedimento di quarantena tale periodo sia equiparato, a livello di indennità, al periodo di malattia ma che non concorra, al tempo stesso, al superamento del periodo di comporto (ricordiamo è che il periodo di comporto è il lasso di tempo in cui, pur stando in malattia il dipendente ha diritto alla conservazione del posto di lavoro).

Per chi è sottoposto, quindi, a provvedimento di quarantena perchè entrato in contatto con un soggetto positivo al virus COVID-19, l’indennità riconosciuta è quella per malattia ma nel certificato devono essere riportati gli estremi del provvedimento di sorveglianza sanitaria emesso dall’operatore sanitario.

Dovendo, il certificato, essere redatto il primo giorno di malattia potrebbe accadere che il soggetto sottoposto a sorveglianza attiva non sia in possesso del provvedimento stesso: in questo caso è possibile comunicare gli estremi del provvedimento anche in un secondo momento indicando anche il PUC del certificato a cui si riferiscono. Gli estremi da indicare sono :

  • numero di protocollo
  • dati della struttura Sanitaria che ha rilasciato il provvedimento
  • data di rilascio
  • periodo in cui il soggetto è obbligato a sorveglianza attiva.


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Per il lavoratore, invece, che risulta positivo al COVID-19 l’indennità di malattia segue il normale iter burocratico con certificato di malattia rilasciato dal medico curante senza gli estremi di alcun provvedimento.