Quota 100 e anticipo TFS: come accedere?

Sono una dipendente pubblica 64 anni e 38 anni 6 mesi 24 gg al 31 12 2018 e ho presentato domanda di pensione quota cento in data 4 febbraio l unica data di uscita proposta 1 settembre tale data e e non ho capito come potere accedere all’anticipo tfs.

Visto che, essendo dipendente pubblica, parla di unica data di pensionamento il 1 settembre deduco che è una dipendente del comparto scuola.

Il decreto 4/2019 prevede ” per il personale del comparto scuola ed AFAM si applicano le disposizioni di cui all’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. In sede di prima applicazione, entro il 28 febbraio 2019, il relativo personale a tempo indeterminato può presentare domanda di cessazione dal servizio con effetti dall’inizio rispettivamente dell’anno scolastico o accademico. “.

Deve presentare, quindi, domanda di cessazione dal servizio entro il 28 febbraio 2019 per poter accedere alla pensione il 1 settembre. Il comparto scuola, come sa, è molto particolare e per non interrompere l’anno scolastico anche per la quota 100 si è prevista l’unica finestra di uscita.

Anticipo TFS

Per quanto riguarda l’anticipo del TFS il decreto specifica che ” il personale degli enti pubblici di ricerca, cui è liquidata la “pensione quota 100”, conseguono il diritto alla decorrenza dell’’indennità di fine servizio comunque denominata al momento in cui tale diritto sarebbe maturato a seguito del raggiungimento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico ai sensi dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, tenuto conto degli adeguamenti di cui al comma 12 del medesimo articolo” e che “i soggetti che accedono al trattamento di pensione secondo la normativa vigente, possono presentare richiesta di finanziamento di una somma pari all’importo, definito nella misura massima nel successivo comma 5, dell’indennità di fine servizio maturata, alle banche o agli intermediari finanziari che aderiscono a un apposito accordo quadro da stipulare, entro 60 giorni dalla data di conversione in legge del presente decreto, tra il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, il Ministro della Pubblica Amministrazione e l’Associazione Bancaria Italiana, sentito l’INPS. Ai fini del rimborso del finanziamento e dei relativi interessi, l’INPS trattiene il relativo importo dall’indennità di fine servizio comunque denominata, fino a concorrenza dello stesso. Gli importi trattenuti da INPS, fermo restando quanto stabilito dall’articolo 545 del codice di procedura civile, non sono soggetti a procedure di sequestro o pignoramento e, in ogni caso, a esecuzione forzata in virtù di qualsivoglia azione esecutiva o cautelare. Il finanziamento è garantito dalla cessione pro solvendo, automatica e nel limite dell’importo finanziato, senza alcuna formalità, dei crediti derivanti dal trattamento di fine servizio maturato, che il soggetto di cui a al comma 2 vanta nei confronti dell’Inps. ”

Cosa significa tutto questo? 

Secondo il testo del Decreto Legge 4/2019, l’anticipo del TFS può essere chiesto dai lavoratori del settore pubblico che conseguono la pensione mediante:

  • quota 100 (62 anni di età e 38 anni di contributi);
  • pensione di vecchiaia (67 anni d’età e 20 anni di contributi)
  • pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, a prescindere dall’età anagrafica).

L’anticipo TFS, fino ad un massimo di 30mila euro, è erogato dagli istituti di credito ed è esente da imposta di bollo, di registro e da qualsiasi altro tributo.

Si tratta, quindi, di un prestito e non di un anticipo vero e proprio, che dovrà essere restituito maggiorato degli interessi al momento dell’erogazione del vero e proprio TFS (la trattenuta sarà effettuata dall’INPS).

Per quanto riguarda l’erogazioned del TFS vero e proprio restano in vigore le norme vigenti.

 

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Patrizia Del Pidio

Sono attualmente direttrice responsabile della testata online Investireoggi.it e collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it.Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.