Quota 100 maschilista: la trappola nei requisiti che penalizza le donne

Quota 100: per le donne il requisito dei 38 anni di contributi è fortemente penalizzante. Si rischia di andare in pensione “anticipata” a 74 anni e mezzo!

Quota 100 maschilista: la trappola nei requisiti che penalizza le donne

Mancano poche ore alla pubblicazione del decreto quota 100 in programma domani, giovedì 17 gennaio 2019. Ma ci sono polemiche già piuttosto accese da parte dei sindacati relativamente ai requisiti previsti che, a meno di correttivi rispetto alla bozza, penalizzerebbero in particolare le donne.

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Come ben noto i requisiti per l’uscita quota 100 richiedono un’età anagrafica non inferiore a 62 anni e un montante contributivo minimo di 38 anni di versamenti. Questi requisiti minimi per la quota 100, così formulati sono difficilmente raggiungibili da chi ha carriere discontinue. E nel mirino finiscono soprattutto le donne. Uno studio della Uil ha stimato che le lavoratrici difficilmente arriveranno al montante contributivo richiesto prima del compimento dei 74 anni e mezzo. Mediamente infatti, intorno ai 62 anni, le donne hanno un montante contributivo di circa 25 anni. Difficile per loro parlare di pensione anticipata non trovate?

Le accuse della Uil nei confronti del governo che penalizzerebbe le donne, non riguarda solo la riforma pensioni e la quota 100 in senso stretto: “continuano a non esserci misure che valorizzino il lavoro di cura e la maternità; la proroga di ‘opzione donna’ e’ incompleta non essendoci alcuna specifica riguardante la maturazione dei 35 anni di contributi. Il governo del cambiamento sembra non andare verso nuovi “binari” per quel che riguarda le tematiche di genere”.

L’analisi Uil sembra essere condivisa anche da altre sigle sindacali che si sono mosse in difesa del diritto delle donne alla pensione anticipata. In una nota Flai Cgil ha chiesto un incontro con il governo perché non ci siano lavoratori di serie B “penalizzando chi nel mercato del lavoro non ha la fortuna di svolgere un lavoro a tempo indeterminato”. Non solo donne ma anche lavoratori stagionali, ugualmente penalizzati dalla quota 100.
La Cisl consiglia a chi con la somma di età e requisiti non arriva a quota 100, di farsi assistere dal sindacato per lo studio personalizzato della propria posizione contributiva.


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