Quota 100: sconto di tre anni per le madri con figli disabili. Ecco le novità

Il DL 4/2019 è in esame in Parlamento, dove si stanno apportando delle modifiche. E’ in esame la possibilità per le madri con figli disabili di andare in pensione anticipata con la Quota 100.

In questi giorni è all’esame del Parlamento il DL 4/2019, che contiene la Quota 100 e il reddito di cittadinanza. Si stanno apportando alcuni ritocchi, come ad esempio l’estensione da 5 a 10 anni la rateizzazione della Pace contributiva.

Il lavoro in Commissione di Lavoro continuano. Infatti ci sono ancora altri emendamenti dei 1.600 presentati su cui bisogna ancora lavorare e attendere i pareri della Commissione Bilancio per i profili finanziari. La maggioranza di Governo prevede l’approvazione del provvedimento in modo definitivo per la fine di marzo.

Pace contributiva: la nuova rateizzazione

Uno dei ritocchi principali è l’estensione della rateizzazione dalla pace contributiva che passa da 5 anni a 10 anni. Le rate quindi potrebbero passare da 60 a 120 con un importo per rata non inferiore a 30 euro.

In questo modo i lavoratori in attività già dal 1° gennaio 1996 potranno riscattare del tutto, o in parte, i periodi di contribuzione non versati per anticipare l’uscita. Allo studio c’è un altro correttivo, con cui si darebbe la possibilità anche ai lavoratori stagionali di coprire eventuali periodi di contributi non versati, per i periodi antecedenti al 31.12.1995.

Quota 100: sconto per le madri con figli disabili

Un’altra modifica, nell’ambito della Quota 100, che la Commissione Lavoro del Senato ha preso in considerazione è la possibilità di consentire alle lavoratrici madri con un figlio disabile di accedere alla pensione con tre anni di contribuzione in meno, quindi a 35 anni anziché di 38. Ciò consentirà alle lavoratrici di accedere alla pensione con 62 anni e 35 di contributi nel triennio 2019-2021 di sperimentazione della misura.

Altri emendamenti in esame

La Commissione dovrà esprimersi anche sull’innalzamento dell’età anagrafica, che per ora è fissata a 45 anni, per i riscatti agevolati della laurea nel sistema contributivo. Inoltre, si dovrà anche decidere sull’aumento del tetto della buonuscita per gli statali, che per ora è fissata a 30 mila euro.

Non è stato, invece, accettato l’emendamento presentato dai Cinque Stelle sul taglio alle pensioni dei sindacalisti, su cui la Commissione Bilancio di Palazzo Madama ha dato lo stop. L’emendamento prevedeva il ricalcolo dei contributi figurativi negli anni di aspettativa per attività sindacale e il successivo ricalcolo contributivo dell’assegno per chi già percepisce la pensione secondo il vecchio sistema retributivo. Ma ora la proposta va riformulata e ripresentata in aula al Senato o alla Camera.

Sono rimasti in sospeso gli emendamenti, sul rafforzamento del reddito di cittadinanza per le famiglie con disabili e l’adeguamento della scala di equivalenza per favorire i nuclei più numerosi. Per questi emendamenti come per altri, la questione per cui sono rimasti in sospeso è sempre la difficoltà di reperire fondi per la loro copertura.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.