Quota 100 senza 38 anni di contributi versati: calcolo, riscatto e scorciatoie

Quota 100 senza 38 anni di contributi versati: calcolo, riscatto e scorciatoie

I requisiti quota 100, oltre ai 62 anni di età, richiedono un minimo di 38 anni di contributi. E abbiamo visto come, a conti fatti, questo paletto trasformi di fatto la quota 100 in quota 101, 102, 103 e così via. Per l’età non si può fare nulla: bisogna attendere i 62 anni anche se si superano i 38 anni di contributi (a meno fino a che non sarà prorogata la quota 41) ma per quanto riguarda il montante contributivo qualche alternativa per accelerare i tempi è stata prevista: vediamo quale.

 

Contributi figurativi: quota 100 anche senza 38 anni di versamenti effettivi

Pensione Quota 100 e contributi figurativiCi scrive in questo senso il signor Di Brizio:
Volevo sapere se per il raggiungimento dei 38 anni di contributi per la quota 100, concorrono 4 mesi  versati in Germania?“.
La buona notizia per chi ha lavorato all’estero, per chi si è laureato, per chi ha fatto il militare etc è che i contributi figurativi possono essere conteggiati per la quota 100.
In generale già oggi  il riscatto oneroso dei contributi è previsto per:
  •  il corso di laurea, le lauree brevi e i titoli di studio ad esse equiparati;
  • l’attività lavorativa svolta all’estero in Paesi non convenzionati;
  • l’astensione facoltativa per maternità che si colloca al di fuori del rapporto di lavoro;
  • gli anni di praticantato effettuati dai Promotori finanziari;
  • l’attività svolta con contratto di collaborazione coordinata e continuativa per periodi antecedenti il 1.4.1996;
  • i periodi non lavorati e privi di contribuzione previsti da specifiche disposizioni di legge e comunque successivi al 31.12.1996;
  • periodi di lavoro svolto con contratto part time;
  • i periodi di lavoro socialmente utili per la copertura delle settimane utili per il calcolo della misura delle pensioni
  • ulteriori periodi di riscatto previsti da specifiche disposizioni di legge.Cosa cambierà per il riscatto dei contributi con la quota 100? Nella formulazione originaria si era ipotizzato di inserire un possibile tetto agli anni di versamenti figurativi da poter riscattare. Tale limite in ogni caso è sparito nella formulazione finale del testo approvato dal Consiglio nei giorni scorsi. Allo stato dei fatti dunque è lecito pensare che sarà possibile sommare ai contributi effettivi quelli figurativi, ivi inclusi leva militare, lavoro all’estero nei Paesi dell’Unione Europea e università. In tutti questi casi appena citati il riscatto dei contributi non sarà a titolo oneroso.


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Come si calcolano i 38 anni di contributi che servono per la quota 100

Non cambia il metodo di calcolo dei contributi:

  • calcolo retributivo dal 31 dicembre 2011, dopo con il calcolo contributivo, per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • calcolo retributivo sino al 31 dicembre 1995, dopo con il calcolo contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • integralmente contributivo per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995.

62 anni e più di 38 anni di contributi: la differenza per chi supera la quota 100 viene conteggiata?

Cosa succede dopo i 38 anni di contributi minimi? Ci scrive Gianni S. da Ancona che a fine anno compirà 62 anni e che ha già 40 anni di versamenti alle spalle. I due anni che eccedono il minimo richiesto per la quota 100 hanno qualche valore? Si, in questo caso saranno utili per aumentare l’importo della pensione quota 100. Supponiamo che due colleghi, della stessa età e con lo stesso inquadramento, vadano in pensione insieme ma che il primo possa contare sui 38 anni di contributi per la quota 100 e il secondo invece abbia iniziato a lavorare due anni prima: quest’ultimo avrà un assegno mensile più alto.