Quota 100 si passerà al riscatto della laurea? Sarà vero?

Quota 100 ancora un tema molto discusso che sembra non trovare pace. Il governo studia un sistema affinché gli oneri non affossino le finanze dello Stato. Le prerogative del governo sono indirizzare a favorire i lavoratori, ecco perché gli sforzi si stanno concretizzando per realizzare Quota 100, attraverso la pace contributiva per agevolare quei meccanismi che vedono aumentare la contribuzione dei lavoratori. Per realizzare la pianificazione sulle pensioni, il governo sta valutando il riscatto agevolato della laurea. Andiamo nel dettaglio per capire come dovrebbe funzionare esattamente.

Pensioni Quota 100, spunta il riscatto agevolato della laurea

Al governo per realizzare Quota 100 che porterebbe il lavoratore a staccarsi dal mondo del lavoro all’età anagrafica di 62 anni, mancano all’incirca dai 6 agli 8 miliardi. Sostanzialmente, quello che non basta per realizzare Quota 100 è la materia prima: “i fondi”.

L’ipotesi, verte sulla formazione di fondi bilaterali aventi funzioni integrative, non è esclusa la probabilità che venga preso in considerazione la possibilità di riscattare eventualmente gli anni della laurea. Due sono le risposte a questa variabile, da una parte l’importo dell’assegno risulterebbe più sostanzioso in quanto aumenterebbe. Dall’altra parte il lavoratore avrebbe la possibilità di recuperare gli anni di laurea sommandoli al quadro retributivo per toccare Quota 100.

Quota 100: riscatto della laurea

Riscatto della laurea e Quota 100 realtà o fantasia?

È bene sapere che il riscatto relativo al corso di laurea è consentito solo nel momento in cui il titolo di studio si sia effettivamente conseguito. Il riscatto è una possibilità concessa ai lavoratori per consentire di cumulare al fine pensionistico gli anni passati sui libri per conseguire un titolo di studio universitario.

Al momento, non si ha alcuna certezza, ma è possibile che il governo vari una misura idonea a riscattare gli anni di laurea a tassi agevolati. Il riscatto consentirebbe la possibilità di sommare gli anni contributivi con gli anni della laurea. Il periodo interessato al riscatto va dal 1996 a salire.

Resta da dire, che i tecnici stanno lavorando anche su una possibile sanatoria diretta ai contributi evasi. Una sorta di meccanismo che consentirebbe di pagare i contributi scoperti. Una misura per i lavoratori precari che garantirebbe il versamento di “tasca propria” dei contributi mancanti.

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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein