Quota 41 lavoro notturno: quanti notti l’anno e come vanno considerate?

Come funziona il conteggio del lavoro notturno per il lavoro usurante per la quota 41?

Torniamo a parlare di quota 41 precoci per lavoro usurante affrontando, questa volta, il dilemma del lavoro notturno e come vanno considerate le notti lavorate annualmente. Vanno considerate anche quelle che si sarebbero lavorate durante il periodo di ferie o si devono conteggiare solo le reali notti lavorate nel corso dell’anno? Una domanda molto strana che non mi era mai capitata prima e mi ha molto incuriosita poichè dal punto di vista normativo è molto interessante.

Quota 41 lavoro notturno: le notti come vanno conteggiate?

Un interessante quesito ci giunge da un nostro lettore che scrive: “Buongiorno,  Vorrei chiedere un chiarimento riguardo la mia situazione pensionistica. Lavoro a cicloturnista da più di 26 anni, con un totale di contributi 40 ad agosto. Premetto che sono un precoce perché ho iniziato prima dei 19 anni avendo già 3 anni di contributi iniziando a lavorare nel 1978. Per quello che riguarda il lavoro usurante non riesco ad avere chiarezza da nessuna parte. Spero che lei mi possa aiutare. Le posso dire ,come può vedere, che ci sono come metà vita lavorativa a cicloturnista, quindi facendo anche le notti, il mio turno è 4 più 2. Il problema è che non raggiungo le 64 notti lavorate causa le ferie che da l’azienda, però complessivamente il mio turno coprirebbe 82 notti all’anno. La domanda è, posso accedere alla pensione anticipata con i 41 anni con questi requisiti? Perché tanti dei miei colleghi ci sono andati e alcuni no, nonostante non avessero avuto le 64 notti. La mia età attuale è 56 anni a Luglio. La ringrazio e attendo una risposta fiduciosa.” 

La normativa del lavoro usurante per i notturni turnisti riporta quanto segue:”lavoratori a turni, che prestano la loro attività di notte per almeno 6 ore, comprendenti l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino, per un numero minimo di giorni lavorativi annui non inferiore a 78 per coloro che perfezionano i requisiti per l’accesso anticipato nel periodo compreso tra il 1° luglio 2008 ed il 30 giugno 2009, e non inferiore a 64, per coloro che maturano i requisiti per l’accesso anticipato dal 1° luglio 2009″.

Il mio parere

Non ho trovato una normativa che sia chiara al riguardo ma posso dirle il mio parere per quel che conta. Nella normativa si parla di giorni lavorativi e non di giorni effettivamente lavorati. Il fatto che scrive che alcuni colleghi hanno avuto accesso alla quota 41 nonostante non fossero presenti le 64 notti mi fa pensare che, magari, quelli che non sono riusciti ad accedere non abbiano soddisfatto il requisito del lavoro precoce. Io penso, quindi, che vengano considerati i giorni che effettivamente verrebbero lavorati al lordo delle ferie (che spettano di diritto al lavoratore), ma ovviamente è solo il mio parere. 

Le consiglio, quindi, quando sarà il momento di presentare la domanda di riconoscimento del lavoro precoce usurante sperando che venga riconosciuto (penso entro marzo del 2020).

Leggi anche: Lavoro usurante notturno: metà vita lavorativa come si conta

 

 

Per una risposta dei nostri esperti scrivi a [email protected]
I nostri esperti risponderanno alle domande in base alla loro rilevanza e all'originalità del quesito, rispetto alle risposte già inserite in archivio.

Patrizia Del Pidio

Sono attualmente direttrice responsabile della testata online Investireoggi.it e collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it.Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.