Recuperare buchi contributivi con la rendita vitalizia: ecco per chi e quando

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28/02/2020

Riempire i buchi contributivi con la rendita vitalizia, ecco di cosa si tratta e chi può esercitarla.

Recuperare buchi contributivi con la rendita vitalizia: ecco per chi e quando

Molto spesso quando si è a ridosso della pensione si valuta la propria carriera lavorativa rendendosi conto che esistono dei periodi per i quali la contribuzione non è stata versata. E allora si cerca il modo, per cercare di anticipare il pensionamento, di coprire i vuoti contributivi anche pagando il riscatto. Ma è bene sapere che non sempre è possibile.

Riempire buchi contributivi

Un nostro lettore ci scrive:

Buongiorno, io ho contributi INPS versati da settembre 1981 a dicembre 1990 come dipendente, poi un buco fino a novembre 1994 perchè amministratore di un azienda srl e quindi non era obbligatorio versarli, poi fino al 2011 ho versato come libero professionista e dal 2011 a oggi ho tutti i versamenti come dipendente, è possibile recuperare il buco di circa 4 anni?  

Le anticipo subito che avendo contributi versati prima del 1996 no può riempire tali vuoti contributivi con l’agevolazione della pace contributiva.

Solo per la contribuzione omessa e prescritta, per il riscatto dei contributi può essere utilizzata la costituzione della rendita vitalizia che consente di valorizzare i buchi contributivi derivanti da omesso versamento. Il lavoratore dipendente che opti per tale facoltà potrà anche chiedere un risarcimento dei danni al datore di lavoro che ha effettuato l’omissioni per farsi pagare l’onere o per farselo rimborsare ai sensi dell’articolo 2116 del cc.

Se a provvedere non è il datore di lavoro, infatti, potrà provvedere il lavoratore stesso.

La facoltà riguarda i lavoratori dipendenti e sono sempre esclusi dalla possibilità di tale riscatto i lavoratori autonomi anche se la Corte Costituzionale con la sentenza numero 568 del 1989  ha aperto la possibilità ad alcune categorie di lavoratori autonomi che risultano più deboli quali:

  • coadiuvanti e coadiutori familiari dell’artigiano o commerciante
  • coltivatori diretti e mezzadri
  • collaboratori iscritti alla gestione separata che non siano obbligati al versamento contribuzione (come amministratore doveva essere iscritto alla Gestione Separata e quindi rientrerebbe nella possibilità di riscattare i contributi con la rendita vitalizia).

Anche se la normativa di legge non parla espressamente della possibilità che ad esercitarla siano gli amministratori (per la Gestione separa, infatti , si parla di collaboratoricoordinati e continuativi, collaboratori a progetto, autonomi occasionali o associati in partecipazione) val la pena provare (essendo l’unica via possibile per la copertura di quel tipo di buco contributivo) a presentare la domanda che, quindi, potrebbe anche essere accolta anche se non ne ho la certezza al 100%.


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