Reddito di cittadinanza 2021: dal rinnovo Isee al taglio del 20%, ecco chi rischia un assegno più basso

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11/12/2020

Reddito di cittadinanza 2021: dal rinnovo Isee al taglio del 20%, ecco chi rischia un assegno più basso

A poche settimane dal termine del 2020 i beneficiari del reddito di cittadinanza vedono avvicinarsi la scadenza del rinnovo ISEE. L’aggiornamento della documentazione risulta fondamentale per continuare a percepire il beneficio di welfare nel corso del 2021. Oltre a ciò, è importante sapere che in base all’esito del nuovo accertamento reddituale e patrimoniale potrebbe variare l’importo dell’assegno.

Il ricalcolo avviene in automatico in base alle modifiche avvenute nel corso dell’anno nelle diverse situazioni che caratterizzano lo stato dei richiedenti. D’altra parte, senza la comunicazione dell’Isee all’Inps si rischia di vedersi sospendere l’erogazione dell’assegno di welfare. 

Eventuali ulteriori tagli potrebbero inoltre avvenire non solo per un miglioramento della propria situazione economica, ma anche nel caso in cui i beneficiari non dovessero spendere interamente la mensilità accreditata. Ma procediamo per ordine e vediamo innanzitutto quali sono gli obblighi che devono espletare i percettori del reddito di cittadinanza all’inizio del nuovo anno.


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Reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza: l’obbligo dell’ISEE a gennaio 2021

Partiamo con lo specificare che l’aggiornamento dell’attestazione ISEE dovrà essere prodotta sia dai percettori del reddito di cittadinanza, sia da chi sta ricevendo la cosiddetta pensione di cittadinanza. L’ISEE presentato in precedenza resta infatti in corso di validità solo fino al prossimo 31/12. Se non si effettua l’aggiornamento documentale, si continuerà a percepire l’assegno di gennaio ma ci si vedrà sospendere dall’Inps quello relativo al mese di febbraio 2021.

In tal senso, è opportuno anche specificare che l’Inps non agisce revocando immediatamente il beneficio di welfare. Il normale accredito del reddito di cittadinanza riprenderà infatti nel momento in cui il beneficiario provvederà a inviare la nuova documentazione. Una volta ottenuto il nuovo certificato ISEE, l’Inps procederà a una verifica dei dati riportati e quindi ad aggiornare al rialzo o al ribasso l’importo dell’assegno.

Reddito di cittadinanza 2021: ecco chi rischia di vedersi tagliare l’importo

Sulla base di quanto evidenziato finora, per capire chi rischia di vedersi tagliare l’importo del reddito di cittadinanza dal prossimo mese di febbraio è necessario osservare con attenzione le variazioni reddituali e patrimoniali indicate nell’ISEE. Il documento fotografa infatti quanto avvenuto nei due anni precedenti alla data di certificazione.


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In pratica, questo significa che attualmente il RdC e la PdC vengono erogate tenendo conto anche di redditi e patrimoni risalenti al 2019. Nel 2021 il biennio di riferimento sarà infatti il 2019-2020. Tutti coloro che hanno prodotto un miglioramento della propria condizione economica e patrimoniale in questo lasso di tempo potrebbero constatare una riduzione dell’importo erogato dall’Inps. Mentre in alcuni casi si potrebbe concretizzare anche la decadenza del beneficio.

RdC e PdC: per evitare il taglio del 20% attenzione agli importi non spesi 

Un ulteriore elemento al quale è necessario prestare la massima attenzione riguarda la decurtazione applicata dall’Inps nel caso in cui il nucleo familiare beneficiario del reddito o della pensione di cittadinanza non spendano interamente l’importo accreditato sulla Postepay. La somma mensile viene generalmente accreditata a partire dal giorno 27 di ogni mese e va spesa entro il mese solare successivo.

L’unica eccezione avviene nel primo mese di accettazione della domanda. In tal caso si riceve la tessera di cittadinanza dal 15mo giorno del mese successivo, con la ricarica già contenuta al suo interno. Tenendo conto di ciò, per non incorrere nella penalizzazione dell’assegno bisognerà spendere l’intero ammontare ricevuto a novembre entro il 31 dicembre 2020. Chi non rispetta le date si vedrà ridurre l’importo per una cifra corrispondente al 20% di quanto non speso.