Reddito di cittadinanza da rivedere: disincentiva la ricerca del lavoro

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02/02/2020

Il Reddito di cittadinanza va cambiato perchè disincentiva dall’accettare un lavoro e penalizza i nuclei familiari più numerosi.

Reddito di cittadinanza da rivedere: disincentiva la ricerca del lavoro

Il Fondo monetario Internazionale boccia il Reddito di cittadinanza perchè, pur offrendo benefici superiori ai livelli internazionali va a penalizzare le famiglie più povere e più numerose.  Riducendosi, poi, i benefici del reddito di cittadinanza qualora si accetti un lavoro (ricordando che le  retribuzioni in Italia sono piuttosto basse) si va a disincentivare chi beneficia del sussidio a trovare un’occupazione.

Secondo il Fondo, inoltre, altro problema dell’Italia è rappresentato dalle pensioni anticipate che influiscono sul bilancio pubblico: l’uscita anticipata dovrebbe essere disincentivata introducendo riduzioni sull’assegno in proporzione ai contributi non versati.

Reddito di cittadinanza da cambiare

Ma torniamo al reddito di cittadinanza. Secondo il FMI i benefici offerti dalla misura si riducono troppo rapidamente con il crescere della famiglia andando a penalizzare i nuclei familiari più numerosi. Se si pensa che un singolo percepisce 500 euro e una famiglia composta da 3 adulti e un due bambini poco più del doppio si capisce il divario tra famiglie poco numerose e molto.

Il reddito di cittadinanza, inoltre, dovrebbe essere affiancato con pratiche che non vadano a disincentivare l’accettazione di un nuovo lavoro.


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I difetti trovati sono 2, quindi: da una parte la penalizzazione per le famiglie numerose e dall’altra la disincentivazione ai nuovi lavori (si pensi soltanto che solo i 4% dei beneficiari ha trovato un nuovo lavoro dopo l’introduzione della misura).

Si stando, quindi, pensando dei correttivi per il reddito di cittadinanza che secondo Francesca Puglisi, sottosegretaria al Lavoro, propone di separare la situazione di ogni componente del nucleo familiare dal beneficiario della misura per non disincentivare maggiormente il lavoro senza andare, però a penalizzare le famiglie più povere.

Nel caso subentri un lavoro, infatti, dovrebbe essere prevista una riduzione meno netta per non lasciare, di nuovo, il nucleo nella trappola della povertà.
Per ora, ovviamente, si tratta di ipotesi e proposte e non c’è nulla di certo ma quasi sicuramente la misura dovrà essere rivista per essere resa più equa nei confronti dei nuclei familiari numerosi.