Reddito di cittadinanza, fonti? Dagli 80 euro e bonus cultura di Renzi

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04/09/2018

Laura Castelli, sottosegretario all’Economia, afferma che per il reddito di cittadinanza le risorse ci sono. Saranno pescate dal bilancio statale.

Reddito di cittadinanza, fonti? Dagli 80 euro e bonus cultura di Renzi

Laura Castelli, sottosegretario all’Economia, afferma che il tempo per il reddito di cittadinanza sta per scadere. Le risorse ci sono e saranno pescate dal bilancio statale.

I tempi stringono

Con le imminenti revisioni del Def e la legge di bilancio, si torna a fare i conti con il reddito di cittadinanza. Bisogna capire come finanziarlo senza intaccare la spesa pubblica. La legge vedrà la luce il 1° gennaio 2019. Secondo vari rilevanti economisti, il reddito costerà intorno ai 15 miliardi.

Bisogna, dunque, trovare il modo per attuare la proposta cardine della campagna elettorale del M5s. Il governo, però, si è dato un momento di pausa per quanto riguarda il tema.

Castelli, sottosegretaria all’Economia, conferma che la soluzione c’è: “Si pescherà all’interno del bilancio statale. Le risorse che servono ci sono, senza bisogno di nuove tasse”. Castelli ha, inoltre, affermato che la copertura prevista dal progetto di legge era, in origine, di 17 miliardi di euro ma è possibile che la cifra venga ridotta. Al momento si parla, infatti, di 15 miliardi.

Come sarà finanziato il reddito?

L’economista Riccardo Realfonzo ha condotta e pubblicato, sulla sua rivista “Economia e politica”, una ricerca molto dettagliata al riguardo. Con questa è stato in grado di supporre da dove si potrebbero reperire le risorse per il reddito. Realfonzo sostiene che potrebbero arrivare “da una corretta razionalizzazione delle spese sociali, previdenziali, assistenziali e di stimolo fiscali esistenti, lasciando le tasse e altre fonti pubbliche di spesa quasi invariate“.

Reddito di cittadinanza, fonti? Dagli 80 euro e bonus cultura di Renzi
Risorse per reddito di cittadinanza

Gran parte delle risorse potrebbero provenire dagli 80 euro (“sgravi fiscali per i ceti medi”) e dal bonus cultura di Renzi. In tutto si ricaverebbero circa 9 milioni e 290 milioni di euro.

Circa 950 milioni potrebbero rientrare dall’abolizione della Naspi (assegni di protezione temporanea della disoccupazione) e dell’Asdi (assistenza per la disoccupazione). Anche il cosiddetto “discoll”, l’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, sarà eliminato.


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A compensare il tutto per arrivare (quasi) alla cifra necessaria c’è, infine, il Reddito di inclusione. Il provvedimento voluto dal Governo Gentiloni per contrastare la povertà assoluta ammonta a circa 2,750 miliardi. Altri 2 miliardi sarebbero reperibili dagli interventi di attivazione condizionanti (Neet giovani e percettori di Naspi) ed il programma di Garanzia Giovani.

Reddito di cittadinanza, rimarrà un sogno?

Pasquale Tridico, principale consulente del ministro Di Maio ha, innanzitutto, apprezzato molto la ricerca condotta da “Economia e politica”. Inoltre, alla domanda se il reddito sarà indirizzato a combattere la povertà o la disoccupazione, risponde:

«È una misura che aggredisce la povertà ma allo stesso tempo favorisce il reinserimento nel mercato del lavoro, quindi è anche contro la disoccupazione».

Insomma, le risorse per questa futura norma sembrano esserci, ma la sua fruibilità è ben poco definita. Non si sa ancora il reddito a chi sarà destinato e a quanto ammonterà la cifra di cui si potrà usufruire. La somma verrà erogata mensilmente senza nessun tipo di restrizione su come, dove e quando spenderla. Questa è l’unica puntualizzazione al momento.

Intanto, Di Maio sembra essere deciso. Dal 2019 il reddito di cittadinanza “deve partire“. Il ministro afferma che:

«Nella legge di bilancio dobbiamo mettere le coperture per aiutare almeno 5 milioni di persone. Non daremo soldi per stare sul divano alle persone. Chi lo riceverà si prende l’impegno di fare lavori di pubblica utilità e di formarsi per lavori che serviranno allo Stato. E nel caso in cui qualcuno lo percepisse senza averne titolo, rischierà fino a 6 anni di carcere».