Reddito di cittadinanza, offerte di lavoro congrue e penalizzazioni

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18/07/2020

I maggiori penalizzati dal reddito di cittadinanza sono i cittadini che ne fruiscono dall’inizio perché trascorsi 12 mesi dall’erogazione del primo sussidio scatta un nuovo obbligo.

Reddito di cittadinanza, offerte di lavoro congrue e penalizzazioni

La normativa del reddito di cittadinanza prevede che il beneficiario, per continuare a mantenere il diritto al sussidio, è obbligato ad accetta un’offerta congrua di lavoro che gli venga proposta.

La normativa stabilisce che la prima offerta di lavoro deve essere riferita ad un limite di distanza di 100 Km dall’abitazione, la seconda, se non si accetta la prima, in un limite territoriale di 250 Km, la terza riguarderà tutto il territorio nazionale.

Ma la normativa prevede anche un arco temporale di fruizione del reddito di cittadinanza e distanza del posto di lavoro presente nell’offerta: trascorsi 12 mesi di fruizione del sussidio, infatti, la prima offerta di lavoro congrua si attesta sul limite di distanza di 250 km.

Reddito di cittadinanza e penalizzazioni

Le operazioni relative all’avvio della firma dei patti di lavoro sono partite con enorme ritardo rispetto alla partenza del reddito di cittadinanza stesso. Per questo motivo i primi ad aver presentato richiesta del beneficio hanno potuto firmare i patti per il lavoro solo molti mesi dopo l’accettazione della propria domanda per il sussidio.

Questo cosa significa? Che pochissime persone hanno avuto, in questi primi 16 mesi di vita del redditi di cittadinanza una vera e propria offerta di lavoro, e tra coloro che l’hanno ricevuta pochissimi hanno trovato effettivamente una nuova occupazione.

Coloro che hanno presentato, quindi, domanda nei primi 4 mesi di vita del reddito di cittadinanza si trovano nella condizione di percepire il reddito di cittadinanza dal almeno 12 mesi, e quindi, anche nell’obbligo di accettare una proposta di lavoro entro 250 km dalla propria residenza, anche se questa fosse la prima che ricevono.

Si tratta di una palese ingiustizia dovuta ai ritardi delle istituzioni a far partire la fase due del reddito di cittadinanza, quella che sarebbe dovuta servire ad attivare i Navigator che avrebbero dovuto trovare offerte di lavoro congrue per i beneficiari del sussidio.

Proprio per questo motivo i maggiori penalizzati dal reddito di cittadinanza sono coloro che hanno presentato domanda per primi.

Per approfondire invitiamo alla lettura dell’articolo sulle decurtazioni del reddito di cittadinanza per chi non lo spende tutto: Decurtazione reddito di cittadinanza, quali somme spendere entro fine mese?