Reddito di cittadinanza: quando può essere pignorato?

-
08/03/2020

Il ministero del Lavoro, chiarisce che il reddito di cittadinanza, viene devoluto come sussidio e, quindi, non rientra nei beni pignorabili. Quando il giudice potrebbe pignorare il reddito minimo garantito?

Reddito di cittadinanza: quando può essere pignorato?

Il reddito di cittadinanza non può essere soggetto a pignoramento. Il ministero del Lavoro attraverso la nota n. 1631/2020 chiarisce che il reddito minimo garantito, appartiene alla categoria del sussidio, come maternità, malattie e così via. Il reddito di cittadinanza, nasce come strumento economico al fine di sostenere le famiglie e i cittadini meno abbienti. La misura ha l’obbiettivo d’intervenire nei contesti sociali particolarmente disagiati e, di ridurne le disuguaglianze sociali. Un contributo che si intrinseca nella società come strategia per annullare l’esclusione sociale, pertanto, non può essere pignorato.

Reddito di cittadinanza: l’impignorabilità dei beni nasce dal diritto al sussidio

Ai sensi dell’articolo 2740 del codice civile, in materia di responsabilità patrimoniale il debitore deve far fronte ai suoi oneri con tutti i suoi beni. Per questo motivo, il patrimonio del debitore viene sottoposto a esecuzione forzata fino alla copertura del credito.

Tuttavia, l’articolo 545 del codice di procedura civile stabilisce i criteri d’impignorabilità dei beni, nello specifico, non possono concorrere alla formazione dei beni oggetti dell’esecuzione forzata i crediti nati sotto forma di sussidi di grazia. Oppure, come sostegno economico a favore delle persone iscritte nell’apposito registro dei povesi. Né tantomeno, è ammesso il pignoramento per i sussidi elargiti per maternità, malattie e funerali.

Il ministero del Lavoro per quanto riguarda l’impignorabilità del Reddito di cittadinanza dispone in modo chiaro e preciso che non rientra nei crediti pignorabili. Considerato che si tratta di un reddito minimo garantito e, rientra nella tipologia dei sussidi, ciò significa che secondo l’articolo 545 del codice di procedura civile rientra a pieno titolo nell’elenco dei criteri di impignorabilità.


Leggi anche: Bonus ristorazione (Mipaaf) Covid e fondo per la filiera: arriva la proroga al 15/12, ecco le istruzioni con i codici Ateco

Reddito di cittadinanza: quando il giudice può pignorarlo?

Il giudice in tema di separazione potrebbe disporre che il Reddito di cittadinanza venga pignorato per coprire l’assegno di mantenimento a favore dell’ex coniuge. In quanto, il sussidio viene rilascio per coprire i fabbisogni del titolare, ma se nella sfera degli obblighi del possessore del reddito di cittadinanza, vi sono delle persone (moglie e figli), egli detiene delle responsabilità ben precise, pur non rientrando nello stesso nucleo familiare per sopraggiunta separazione. Essendo alla base il reddito di cittadinanza una misura nata per contrastare lo stato d’indigenza, di disuguaglianza ed eliminare l’esclusione sociale, il giudice tenendo conto di questi elementi potrebbe procedere con il pignoramento del reddito minimo garantito.