Reddito di Cittadinanza: tutto quello che c’è da sapere

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26/11/2019

Il Reddito di Cittadinanza è un valido aiuto per tutte quelle famiglie in difficoltà economiche: ecco tutto quello che c’è da sapere.

Reddito di Cittadinanza: tutto quello che c’è da sapere

Il Reddito di Cittadinanza è un valido aiuto per tutte quelle famiglie in difficoltà economiche, che hanno bisogno di integrarsi nuovamente nel mercato del lavoro o che vivono in situazioni ancora più complesse, specie in presenza di membri anziani o disabili, per i quali le agevolazioni del Reddito sono maggiori. Se si possiedono determinati requisiti di cittadinanza, residenza o soggiorno, e requisiti economici, il Reddito prevede un sostegno finanziario e l’adesione ad un Patto per il lavoro o per l’Inclusione sociale, pianificati in base alle esigenze della famiglia. Anche qui, determinate condizioni devono essere rispettate, ma i vantaggi sono tanti, anche per chi assume. Infatti, una delle finalità è favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, innalzando i livelli di occupazione. La richiesta del Reddito di cittadinanza può essere fatta sia online che presso gli uffici di Poste Italiane o i CAF, a partire dal 6 marzo 2019. Leggete il nostro articolo per saperne di più.

Decreto legge n. 4/2019

Con il DL 4/2019, il governo Lega-Movimento 5 stelle ha introdotto il Reddito di cittadinanza per aiutare le famiglie in difficoltà economiche, favorendo il reinserimento dei membri nel mondo del lavoro e l’inclusione sociale. In questo articolo vedremo quali sono i requisiti per ottenere il Reddito, come ottenerlo e che tipi di sostegno esso offre, in particolare alle persone con disabilità o agli Over 67, per i quali il Reddito assume il nome di Pensione di Cittadinanza.

Requisiti per ottenere il Reddito di cittadinanza

La richiesta può essere fatta dai cittadini maggiorenni italiani, dell’Unione Europea o di Paesi terzi che risiedano in Italia da almeno 10 anni e in maniera continuativa per gli ultimi 2 anni. Per i provenienti da Paesi terzi è necessario il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o il diritto di soggiorno (anche permanente), eccetto che per i rifugiati.


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Alla domanda va allegato l’ISEE, inferiore ai 9360 euro annui. Il patrimonio immobiliare della famiglia non deve superare i 30.000 euro, esclusa la casa in cui si abita, mentre quello mobiliare può valere fino a 6.000 euro per i single e fino a 10.000 euro per le famiglie. Ovviamente, la soglia del patrimonio immobiliare varia in base ai componenti delle famiglie: si innalza di 1.000 euro per ogni figlio successivo al primo, di 5.000 euro per i disabili e 7.500 per i disabili gravi. 

Si tiene conto anche del reddito familiare, che deve essere inferiore ai 6.000 euro annui ma che va moltiplicato per il parametro di scala di equivalenza per le famiglie numerose. Il parametro corrisponde a 1 per il primogenito, 0,4 per gli altri componenti maggiorenni e 0,2 per i minorenni. Per gli Over 67, la soglia del reddito aumenta a 7.560 euro e a 9.360 euro per le famiglie che vivono in affitto.

Quanto ai cittadini extracomunitari, è necessaria una certificazione di questi requisiti economici emessa dal loro Stato di provenienza, qualora possibile.

Come presentare la domanda per il Reddito di cittadinanza

Ci sono tre modi per presentare la domanda: il primo è per via telematica tramite il sito di Poste Italiane, previa attivazione dello SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale); il secondo è negli uffici di Poste Italiane e il terzo presso i CAF. L’ISEE può essere richiesto al CAF o online sul sito dell’INPS.

Se si risulta idonei, viene erogato un credito su un’apposita carta di pagamento elettronica, la Carta Reddito di Cittadinanza, che va ritirata presso Poste Italiane.

Il credito può essere utilizzato per coprire tutte le spese fondamentali della famiglia, dal mutuo all’affitto, alle utenze domestiche, ad eccezione di alcuni beni di consumo che non sono di primaria importanza, per esempio alcuni svaghi. La carta non può essere utilizzata all’estero e per servizi online e il credito è disponibile per tutta la durata del mese.


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Chi la utilizza ha tutte le agevolazioni delle tariffe elettriche e quelle riguardanti la compensazione per la fornitura di gas naturale per i più svantaggiati economicamente.

Cosa sono il Patto per il lavoro e il Patto per l’inclusione sociale?

Il Patto per il lavoro e il Patto per l’inclusione sociali sono due progetti lodevoli, per i quali si attivano i Centri per l’impiego e altri enti territoriali competenti.

I beneficiari del Patto per il lavoro vengono coinvolti in servizi alla comunità, percorsi di riqualificazione professionale o di studio, finalizzati al reinserimento nel mondo del lavoro.

Ovviamente, si deve essere disponibili ad accettare una delle tre mansioni proposte in base al profilo dei beneficiari e alla distanza del domicilio, pena il ritiro del Reddito di cittadinanza. Sono esclusi da questo impegno i pensionati e i disabili. 

Gli idonei al Reddito vengono convocati dai Centri per l’impiego nel caso in cui almeno un membro della famiglia sia disoccupato da più di due anni, abbia beneficiato da meno di un anno del NASpl, abbia sottoscritto da meno di 2 anni un Patto di servizio ancora valido presso i Centri per l’impiego oppure non sia un beneficiario del REI.

Negli altri casi, essi vengono convocati dai servizi dei Comuni competenti che provvedono a stipulare il Patto di inclusione sociale, valutando da molteplici punti di vista la situazione familiare per capire come uscire dalla povertà.

Vantaggi per chi trova lavoro ma anche per chi assume

Per favorire la stipula di contratti a tempo pieno e indeterminato, il Reddito di cittadinanza premia i datori di lavoro con un esonero contributivo che può arrivare a 780 euro mensili, nel limite della quota mensile percepita dal lavoratore col Reddito di cittadinanza. L’esonero durerà per un totale di mesi corrispondenti a 18 mensilità meno le mensilità già godute del Reddito.

Il datore di lavoro può anche stipulare un Patto di formazione per il suo dipendente presso il CPI e, se il percorso formativo conduce all’assunzione a tempo pieno e indeterminato, il datore ottiene un esonero. Esso sarà pari alla metà del Reddito di cittadinanza d erogato per una durata non inferiore ai 6 mesi e pari a 18 mensilità, alle quali si sottraggono quelle già godute dal beneficiario.

Vengono premiati anche quei beneficiari che si mettono in proprio entro i primi 12 mesi di fruizione del Reddito, con una quota addizionale pari a 6 mensilità.