Reddito di emergenza: mini bonus di 400 euro per il lavoratori in nero

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31/03/2020

Ad aprile arriva il reddito di emergenza che prevede anche un mini bonus per i lavoratori in nero di 400 euro al mese.

Reddito di emergenza: mini bonus di 400 euro per il lavoratori in nero

Con il nuovo Decreto Cura Italia, atteso per aprile, si estenderà l’indennità inizialmente prevista per i liberi professionisti, gli autonomi e i collaboratori, a tutti i lavoratori che sono rimasti senza lavoro e senza reddito a causa dell’emergenza coronavirus. Si chiamerà Reddito di emergenza e coinvolgerà, oltre a colf, badanti, agricoli, precari , anche i lavoratori in nero. Il Governo non vuole lasciare nessuno senza reddito in un periodo delicato e difficile come questo.

Reddito di emergenza: come funziona per i lavoratori in nero?

Per aprile e maggio, quindi, l’indennità di 600 euro prevista per le partite Iva e pochi altri, potrebbe coinvolgere tutti gli altri lavoratori colpiti dall’emergenza e l’importo dovrebbe aumentare a 800 euro.

La parola d’ordine è pensare a chi non ha tutele (il reddito di cittadinanza è una tutela quindi chi lo percepisce non avrà diritto all’indennità d’emergenza) e andrà a badanti, colf, precari, baby sitter, stagionali, a chi ha un contratto a tempo determinato e rischia di no avere un rinnovo, ma come anticipato prima, anche a chi lavora in nero.

Ma come coinvolgerà i lavoratori in nero il reddito di emergenza? I lavoratori sommersi sono circa 3,5 milioni e non saranno lasciati senza tutela. Il governo e i tecnici, però, stanno valutando di non equipararli a chi è stato costretto a chiudere un’attività o a smettere di lavorare per l’emergenza.


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Per questo, quindi, si sta pensando di prevedere per i lavoratori in nero un mini bonus della metà dell’importo previsto per il reddito di emergenza, ovvero 400 euro al mese fino a fine coronavirus.

Il reddito di emergenza, quindi, sarà per tutti una misura temporanea e non stabile: la sua durata sarà legata all’emergenza stessa e per ora si parla di estenderlo fino al mese di maggio (anche se un proroga non va esclusa a priori se le serrate dovessero prolungarsi).

Ovviamente chi è rientrato nella tutela prevista dal decreto di marzo (indennità di 600 euro) vedrà prorogarsi la misura per tutta la durata della chiusura del Paese. Anche per partite Iva e professionisti, che sono stati colivolti dalla prima tutela, quindi, l’importo dell’indennità salirà da 600 ad 800 euro ma l’erogazione sarà selettiva e coinvolgerà soltanto chi ha avuto danni effettivi dal coronavirus (a  marzo nella fretta di tutelare tutti non ci sono stati paletti imposti per l’indennità di 600 euro ed è spettata indistintamente a tutti coloro che avevano una partita Iva attiva al 23 febbraio e non erano iscritti ad altra forma previdenziale ad eccezione della Gestione Separata: questo significa che anche chi non ha subito danni economici dalla pandemia è rientrato nell’erogazione della misura).