Reddito di emergenza: si chiede di eliminare l’Isee dai criteri

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06/05/2020

Le associazioni che rivendicano la paternità del reddito di emergenza chiedono meno restrizioni per la domanda e l’eliminazione dell’Isee.

Reddito di emergenza: si chiede di eliminare l’Isee dai criteri

ForumDD e AsviS, le due associazioni che fondamentalmente reclamano la paternità del reddito di emergenza, avanzano al  governo la richiesta di snellire la documentazione necessaria per poter accedere alla misura. Chiedono di eliminare l’Isee tra i criteri di accesso e di lasciare spazio solo all’autocertificazione per fare in modo che il sussidio arrivi in tempi brevi ai cittadini bisognosi.

Reddito di emergenza, snellire procedure

La proposta è quella, quindi, di rendere la procedura di richiesta del sussidio più snella  per il reddito di emergenza il cui scopo è quello di aiutare le persone escluse dagli altri supporti previsti dopo l’inizio dell’emergenza coronavirus.

Nelle ultime bozze che sono circolate sul decreto di maggio sono contenuti i requisiti e i paletti imposti dal governo per accedere al REM. Si precisa che il testo è ancora in lavorazione ma all’articolo 19 si indicano i parametri di reddito per accedere al sussidio che può variare da 400 a 800 euro al mese (e che sarà erogato per 3 mesi dalla richiesta).

Per poter accedere alla misura, attualmente, si richiede che il reddito familiare del mese che precede la richiesta (e in ogni mese precedente le successive erogazioni) deve essere inferiore all’importo spettante di reddito di emergenza, che il patrimonio mobiliare deve essere inferiore di 10mila euro (accresciuto di 5mila euro per ogni altro familiare , ma comunque entro il limite massimo di 20mila euro). Il terzo requisiti richiesto per l’accesso alla misura è un’Isee pari o inferiore ai 15mila euro.


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L’impostazione data, però, al sussidio va a cozzare contro i due principi alla base del reddito di emergenza che, essendo una misura eccezionale che nasce dalla crisi sanitaria senza precedenti, dovrebbe essere fornito il più velocemente possibile per raggiungere il maggior numero di cittadini in difficoltà economica. Secondo le 2 associazioni, infatti lo Stato non dovrebbe porre limiti e paletti ai beneficiari della misura e non bilanciata sulla possibilità di evitare irregolarità (E al tempo stesso contenere la spesa pubblica) perchè questo porta ad una erogazione più lenta del REM.

L’Isee non è una discriminante

Le associazioni fanno notare che almeno il 72% delle dichiarazioni Isee presentata sono inferiori ai 15mila euro e che, proprio per questo la dichiarazione non è affatto una discriminante. A limitare gli accessi, però, potrebbero essere il limite di reddito sul patrimonio.

Con i patronati e i CAF che lavorano a mezzo servizio richiedere un Isee adesso potrebbe essere un grosso problema così come reperire la documentazione necessaria alla produzione della dichiarazione (reperire saldi e giacenze, documenti di auto, moto, investimenti finanziari in un periodo in cui è sconsigliato l’assembramento, sembra assurdo e complicato).