Residenza fiscale di cosa si tratta? Chiarimenti dell’Agenzia

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12/07/2019

Residenza fiscale di cosa si tratta? Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello n. 203/2019, le novità.

Residenza fiscale di cosa si tratta? Chiarimenti dell’Agenzia

Residenza fiscale di cosa si tratta? Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello n. 203/2019, ha fornito chiarimenti in merito alla verifica delle condizioni richieste per la residenza fiscale dalle convenzioni internazionali. In particolare ha specificato che, se in base alla normativa interna di 2 Stati, un contribuente risulta essere residente
in entrambi, è l’accordo contro le doppie imposizioni che risolve la questione, generando i relativi effetti tributari.

Residenza di una persona fisica e criteri residuali

Nello specifico l’interpello chiarisce com’è determinata la residenza di una persona fisica, secondo i seguenti criteri residuali disposti in ordine decrescente, nell’interpello si legge: 

1)ubicazione del centro degli interessi vitali (la persona fisica che dispone di un’abitazione principale in entrambi gli Stati sarà considerata residente nel Paese nel quale le sue relazioni personali ed economiche sono più strette);

2)dimora abituale (ove non sia possibile individuare la residenza del contribuente in base ai due criteri sopra citati, una persona fisica sarà considerata residente dello Stato in cui soggiorna abitualmente);

3)nazionalità della persona fisica (quando i primi tre criteri non sono dirimenti, il contribuente sarà considerato residente dello Stato contraente la Convenzione di cui possiede la nazionalità);


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4)quando, infine, una persona fisica ha la nazionalità di entrambi i Paesi o di nessuno di essi, gli Stati contraenti la Convenzione risolveranno la questione di comune accordo.